Sono 2 mila i veronesi in lista d’attesa per accedere nelle Case di riposo. 12 mila in tutto il Veneto gli anziani che aspettano che si liberi un posto dei 32 mila attualmente occupati. Di questi però ce ne sono più di 7.500 che si devono pagare la retta di tasca propria o dei propri figli. Rette che arrivano fino a 4 mila euro, 3 mila nella media.

Ma sono molti di più i nostri vecchi a casa seguiti da circa 600 mila caregiver, che in inglese sono definite quelle persone, familiari o badanti, che li aiutano nelle difficoltà quotidiane che devono essere affrontate quotidianamente nell’età avanzata.

Urgente la riforma delle Case di riposo 

Ogni anno che passa, con l’invecchiamento della popolazione, il problema s’aggrava sempre di più. E’ diventata ormai improrogabile una riforma dell’assistenza agli anziani. Che però dev’essere supportata da adeguiate risorse, perché è impensabile che un pensionato o la sua famiglia possa sobbarcarsi la spesa di 3 mila euro al mese o giù di lì.  Purtroppo finora bisogna rilevare che il livello nazionale della politica ritiene di destinare le risorse ad altri capitoli di spesa che non riguardano nemmeno l’Italia.

Ma accanto alla riforma ed alla destinazione di maggiori finanziamenti è necessaria una sorveglianza più efficiente delle strutture esistenti. Troppe volte sono segnalati disservizi e cattivi servizi. Sempre che non succeda come a Villa Monga, la casa di riposo dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona, dove chiusa la cucina nella quale venivano preparati i pasti per le vergognose condizioni igieniche.

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Flavio Tosi

La video-denuncia di Tosi

Flavio Tosi ha diffuso un video da cui emerge inequivocabilmente la situazione, sottolinenando: «queste le immagini che il Consiglio Comunale di Verona, guidato dalla sinistra, non ha voluto rendere pubbliche, relative alle cucine dell’Istituto Assistenza Anziani, fatte chiudere dopo l’ispezione dell’Ulss».