Unanimità in Consiglio Regionale per il sostegno ad oltre 260.000 persone
(s.a.) La legge riconosce il ruolo di chi, tutti i giorni, segue una persona malata, con disabilità, non autosufficiente che necessita di essere accudita. Particolare attenzione va ai giovani caregiver, per i quali sono individuate specifiche esigenze in ambito educativo, formativo, lavorativo e per il benessere psicofisico, e ai caregiver con più di 65 anni – prevedendo informazione, formazione e supporto psicologico, anche per favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro.
Sono previsti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale; la raccolta di buone pratiche; l’istituzione della Giornata regionale del caregiver – il 6 ottobre; delle linee guida regionali e l’istituzione del Fondo regionale caregiver.

Il Presidente Alberto Stefani, esprime soddisfazione per l’approvazione: «La legge riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver si configura come un tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare».
Legge caregiver: la soddisfazione di Confartigianato
«Un provvedimento che rappresenta un riconoscimento istituzionale decisivo per chi assiste quotidianamente familiari fragili o non autosufficienti». Commenta così, Gianni Peruzzi, Presidente di Anap Confartigianato Verona, l’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati della provincia scaligera.

Sulla misura è intervenuto anche Gianni Peruzzi, presidente di Anap Confartigianato Verona: «Riconoscimento istituzionale decisivo per superare la logica del problema privato. Ora ci auguriamo che il fondo iniziale di 1 milione all’anno possa crescere nel tempo».
In provincia di Verona sono quasi 215 mila gli over 65. Tra questi, 110 mila convivono con patologie croniche e 60 mila non sono autosufficienti.
«Un anziano non autosufficiente – afferma Severino Pellizzari, Presidente di Anap Confartigianato Veneto – riceve in media appena 16 ore di assistenza domiciliare l’anno, contro, ad esempio, le 150 garantite mediamente in Danimarca. Ora le svolte decisive le attendiamo a livello nazionale».
L’invecchiamento progressivo della popolazione rende centrale il potenziamento delle cure a casa, una scelta che tutela la dignità degli anziani ed evita i costi elevati dei ricoveri nelle strutture RSA.
