E attiva l’on. Boscaini per sollecitare l’intervento del ministro Nordio. Al centro della vicenda la coltivazione di cannabis a San Giovanni Lupatoto e la decisione di far cadere l’accusa di spaccio

Un’ispezione ministeriale al Tribunale di Verona per verificare le motivazioni alla base della decisione di scarcerare lo street artist ‘Cibo’- Spinazzè, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla piantagione di cannabis scoperta a San Giovanni Lupatoto. È la richiesta avanzata dall’europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi, che ha scritto alla deputata Paola Boscaini affinché si attivi con il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

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La vicenda riguarda la coltivazione di cannabis realizzata, secondo quanto ricostruito, da Spinazzè insieme a un complice. La piantagione era dotata di un impianto di irrigazione, pannelli fotovoltaici e fototrappole. Il 30 settembre scorso il giudice Aprea ha disposto il rilascio dell’indagato in attesa del processo, facendo cadere l’accusa di spaccio.

Tosi non crede all’uso personale di ‘Cibo’ con 30 piante di marijuana

Alla base della decisione, secondo quanto riferito da Tosi, le dichiarazioni dell’indagato, che avrebbe giustificato la coltivazione con la necessità di assumere maggiori quantità di cannabis per affrontare una propria patologia e con le difficoltà nel reperire la terapia a uso medico attraverso i canali legali.

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Argomentazioni che l’europarlamentare contesta, soprattutto alla luce delle dimensioni della coltivazione. Secondo Tosi, dalle quasi 30 piante sequestrate sarebbe stato possibile ricavare oltre 40 chilogrammi di marijuana all’anno. Una quantità che, a suo giudizio, sarebbe incompatibile con l’ipotesi del solo consumo personale e che farebbe invece ipotizzare una produzione destinata allo spaccio, per un valore stimato in circa 500mila euro annui.

Tosi contesta anche la presunta difficoltà di accesso alla cannabis terapeutica. L’europarlamentare sostiene di aver verificato sul sito dell’Ulss 9 Scaligera la presenza di 13 farmacie in provincia di Verona abilitate all’erogazione del prodotto per uso medico, affermando che per i pazienti cronici la fornitura avviene regolarmente.

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Da qui la richiesta a Boscaini di coinvolgere il ministro Nordio per disporre una verifica ispettiva presso il Tribunale scaligero e approfondire le ragioni della decisione giudiziaria. Le valutazioni sulla destinazione della cannabis e sulla sussistenza dell’accusa di spaccio restano comunque oggetto della vicenda giudiziaria.