Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su chi dovrebbe sottoporsi allo screening
Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità puntano a individuare la malattia nelle fasi iniziali, quando ancora non provoca sintomi e le possibilità di intervenire con successo sono maggiori. Lo screening non è rivolto indistintamente a tutta la popolazione, ma ai fumatori.
Primi fra questi quelli tra i 50 e i 75-80 anni con un’esposizione al fumo valutata attraverso l’indice dei pacchetti-anno. Il parametro si calcola moltiplicando il numero medio di pacchetti fumati al giorno durante gli anni: una soglia di 20 pacchetti-anno, per esempio, corrisponde a un pacchetto quotidiano per 20 anni oppure a 2 pacchetti al giorno per 10 anni. I criteri possono comprendere sia i fumatori attivi sia gli ex fumatori che hanno smesso da meno di 15 anni. Per valutare la propria situazione è consigliato rivolgersi al medico di medicina generale.

L’esame di riferimento è la Tac spirale a basso dosaggio (LDCT), che consente di individuare lesioni polmonari di piccole dimensioni con un’esposizione alle radiazioni inferiore rispetto a quella di una Tac toracica convenzionale. È un esame rapido, indolore e non richiede la somministrazione di mezzo di contrasto. La normale radiografia del torace, invece, non offre la stessa capacità di identificare alterazioni nelle fasi più precoci.
Il vantaggio della diagnosi anticipata è importante perché il tumore polmonare può svilupparsi a lungo senza manifestare segnali evidenti. Quando compaiono sintomi come tosse persistente, sangue nell’espettorato o dolore toracico, la malattia potrebbe essere già in fase avanzata. Individuare il tumore quando è ancora localizzato può consentire interventi chirurgici, anche mininvasivi, e migliorare le prospettive di sopravvivenza. I principali studi clinici internazionali hanno rilevato, nei soggetti ad alto rischio sottoposti a screening, una riduzione della mortalità specifica nell’ordine del 20-24%.
I controlli possono tuttavia evidenziare anche noduli benigni, cicatrici o esiti di precedenti infezioni. La presenza di un nodulo non significa automaticamente avere un tumore: nei casi dubbi, gli specialisti possono programmare nuove Tac a distanza di alcuni mesi per verificarne l’evoluzione, ricorrendo a esami invasivi soltanto quando necessario.
La miglior forma di prevenzione per il cancro al polmone: smettere di fumare

Lo screening, infine, non sostituisce la prevenzione. Anche in presenza di un esito negativo, smettere di fumare rimane la misura più importante per proteggere la salute dei polmoni e ridurre nel tempo il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e oncologiche.
