Dalle piazze delle rivendicazioni salariali … a quelle della canaglia
(Federico Dal Cortivo) Quello che avevamo già scritto in passato sulle pagine de L’Adige si è puntualmente avverato. Gruppi di teppisti, di cui molti stranieri, sabato 17 ottobre hanno messo a soqquadro il centro di Verona dando prova di poter fare quello che vogliono e quando vogliono.
Che la situazione fosse ormai fuori controllo lo si era visto: aumento vertiginoso di episodi di microcriminalità perpetrati da stranieri a danno di italiani e turisti. Risibili le misure prese, le inutili zone rosse con il prefetto che probabilmente segue linee guida dettate da altri…Il sindaco Tommasi intanto sarà intento a scavare le fondamenta del nuovo stadio.
Sta di fatto che questi episodi dimostrano che dietro a proteste giovanili dettate anche da richieste condivisibili, si nasconde la canaglia, quella che distrugge per il gusto di distruggere, alimentata da un profondo rancore e invidia per la nazione che li ospita. Qualche osservatore sottolinea il fenomeno Francia, dove si sono visti assalti alle scuole -ma non è la casa degli studenti?- , danneggiamenti ai beni di tanti lavoratori, incendi di auto e ben 700 agenti feriti. Forse questi sono i veri figli di proletari come li definiva Pasolini.
Questi teppisti non hanno niente a che vedere con chi scendeva in piazza per degli ideali. Di destra o di sinistra che fossero
Le sacrosante richieste allo studio, al lavoro, al salario, alla sanità o quant’altro meritano un comportamento ben diverso che faccia la differenza tra il vero manifestante e il vandalo da strada.

Ora di riflesso la miccia potrebbe accendersi anche in Italia. A Milano è stata guerriglia su larga scala con teppisti stranieri che hanno saccheggiato i negozi del centro per rubare la merce firmata, mentre alcuni manifestanti portavano impropriamente bandiere della Palestina, quasi che una regia nascosta volesse far accomunare i vandali con un Popolo che combatte per la propria libertà …
Motivi per protestare ce ne sarebbero a iosa. Dalla sistematica distruzione dello Stato sociale al precariato, agli stipendi da fame. Ma distruggere beni altrui per il gusto di farlo e altra cosa ed è molto più facile che attaccare le sedi istituzionali, dei partiti o della Confindustria, obiettivi che non rientrano certo nelle azioni di questi giorni.
E qui si inseriscono e s’infiltrano a pieno titolo i maranza, novelli testimoni della società multiculturale à la page, tanto cara alla sinistra liberista e mai combattuta veramente dalla destra sovranista delle chiacchiere.

Intanto al Sud monta la giusta protesta contro il caro carburanti che sta mettendo in ginocchio lavoratori, famiglie e interi comparti della nostra economia un tempo fiorente.
Verona è lo specchio su scala più piccola della trasformazione etnica in atto in Europa, dove chi arriva, spesso senza documenti, con poca voglia di lavorare, attratto dal luccichio dei prodotti di consumo, non si inserisce e non vuole nemmeno inserirsi, ma fa gruppo con i suoi pari.
Qualcuno fa notare che l’esperienza tentata in Francia, l’assimilazione, ovvero, diventi francese al 100%, è miseramente fallita. Troppo grandi i numeri, troppe le diversità culturali, religiose, etniche. Ma ora i nodi stanno arrivando al pettine. In Italia non è nemmeno stata tentata. Anche qui numeri troppo elevati e destabilizzanti per le comunità autoctone e lo Stato sociale sempre più depauperato di risorse. Ma non è stata nemmeno tentata una sorta d’integrazione, ovvero mantieni le tue usanze, ma rispondi alle regole del paese che ti ospita.
Difficile questa seconda prospettiva, perché lo Stato che abbiamo, oltre a rispondere a interessi sovranazionali, non ha lo spessore etico-culturale-sociale per essere rispettato da chi arriva. Basta vedere il pedigree dei politicanti e si capisce tutto. Ma lo hanno capito da subito anche i maranza e i loro parenti , “Italia vacca da mungere dove puoi fare quello che vuoi”. Turista per sempre…
Ora si sprecheranno i giudizi su questi episodi. Da destra, dove si dimenticano che sono loro al governo , senza aver combinato nulla. Dalla sinistra liberista della Ztl paladina dei clandestini e delle porte aperte, nemica dello Stato Nazionale e dei ceti medio bassi, visti come retrivi e ignoranti perché ancorati ad un mondo che la globalizzazione tenta da sempre di distruggere, che nelle periferie sono ostaggio del degrado e della microcriminalità.

Intanto agli italiani di Verona che hanno occhi per vedere non resta che constatare come la legalità sia una mera utopia oramai, la sicurezza al seguito e la presenza dello Stato a dir poco evanescente. Presto sarà campagna elettorale e sentiremo le sirene cantare i soliti ritornelli sulla sicurezza per arrivare alla tanto agognata poltrona…Cambiano i vertici in città , è arrivato il nuovo questore , ma al momento la musica è sempre la stessa in attesa del prossimo episodio che è solo dietro l’angolo.
