Il deputato veronese firma con altri parlamentari di FdI un appello al Viminale

(fi.to) Rivedere il ricorso sempre più frequente ai divieti di trasferta, distinguendo le situazioni di reale rischio da quelle in cui migliaia di tifosi vogliono semplicemente seguire la propria squadra in modo pacifico. È la richiesta rivolta al Ministero dell’Interno da un gruppo di deputati di Fratelli d’Italia, tra cui il veronese Marco Padovani.

Il tema riguarda ormai tutto il calcio italiano e tocca da vicino anche realtà come quella dell’Hellas Verona, dove la cultura della trasferta rappresenta da sempre una parte importante del rapporto tra tifoseria e squadra.

«Pur nella necessità di garantire la sicurezza e prevenire eventuali episodi di violenza, riteniamo inopportuno ricorrere con tanta frequenza a provvedimenti che finiscono per penalizzare migliaia di persone di ogni età e di ogni estrazione sociale», spiegano i parlamentari firmatari (Alessandro Amorese, Roberto Traversi, Emanuele Loperfido, Salvatore Deidda, Marco Padovani e Maria Grazia Frijia).

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Il blocco delle trasferte non può essere una misura sistematica

Per Padovani, il punto non è mettere in discussione i divieti quando esistono reali problemi di ordine pubblico, ma evitare che il blocco delle trasferte diventi una misura automatica e sistematica.

«Il tifo sportivo è identità, senso di appartenenza e legame con il proprio territorio», sottolineano i deputati di FdI, richiamando anche il ruolo delle famiglie che vivono la trasferta come un momento di condivisione e passione.

Da qui la richiesta di lavorare su soluzioni più equilibrate, capaci di isolare i soggetti e le situazioni realmente pericolose senza colpire indiscriminatamente intere tifoserie.

Il messaggio di Padovani e degli altri parlamentari è quindi chiaro: sicurezza sì, ma con misure proporzionate e valutate caso per caso. Per una piazza come Verona, dove seguire l’Hellas anche lontano dal Bentegodi è parte integrante della cultura sportiva cittadina, il tema resta particolarmente sentito.