(Francesca Romana Riello) Al Centro regionale dell’orecchio bionico dell’Aoui la scelta del dispositivo parte dalle misure della coclea. Il braccio robotico lo inserisce alla velocità di un millimetro al secondo, per ridurre il trauma sui tessuti.

Ad aprile, al Centro regionale dell’orecchio bionico dell’Aoui di Verona, è stato eseguito il primo impianto cocleare inserito con un braccio robotico. Prima dell’intervento un software misura la coclea del paziente e, su quelle misure, i medici scelgono il dispositivo. In tre pazienti l’analisi è servita anche a personalizzare le frequenze dell’impianto.

La tecnica punta a ridurre il trauma dell’inserimento e ad adattare il dispositivo alle caratteristiche di ogni orecchio.

Impianto cocleare, a Verona l’inserimento con il robot

Le misure dell’orecchio prima dell’intervento

«In primo luogo analizziamo la coclea», spiega Marco Carner, responsabile del Centro. «Sebbene le coclee abbiano tutte all’incirca la stessa lunghezza, esistono in realtà delle differenze da individuo a individuo».

Un software specifico ne analizza la forma e ne misura la lunghezza. Con questi dati l’équipe sceglie l’impianto e imposta la distribuzione delle frequenze attraverso un sistema di adattamento su base anatomica, indicato con la sigla ABF.

Impianto cocleare, l’inserimento con il robot

Nella coclea l’impianto viene introdotto da Otoarm-Otodrive, un braccio robotico che segue la traiettoria stabilita e avanza alla velocità di un millimetro al secondo.

«Per l’inserimento ci affidiamo al robot, che riduce al minimo il trauma sui tessuti», afferma Carner. «Per quanto l’esperienza possa portare il chirurgo a procedere lentamente, la manualità umana risulta comunque troppo veloce e non sempre garantisce la preservazione delle strutture cocleari».

Un movimento così lento e controllato, secondo il Centro, limita i danni alle strutture interne e aiuta a conservare l’udito residuo. La procedura può essere impiegata nei pazienti candidati all’impianto cocleare.

L’operazione dura circa un’ora e si esegue in anestesia generale. Secondo quanto riferisce il Centro, il dispositivo viene attivato già il giorno successivo all’intervento, con dimissione nella stessa giornata. Seguono controlli annuali, che si possono fare anche a distanza con la telemedicina.

Oltre mille pazienti seguiti dal Centro

Il Centro regionale dell’orecchio bionico segue oltre mille pazienti, il 75% dei quali arriva da fuori regione. A seguirli sono medici, tecnici e logopedisti.

Nell’équipe operano Luca Sacchetto, direttore dell’unità di Otorinolaringoiatria, Marco Carner, Luca Bianconi, Valerio Arietti e Athena Arsie. Il personale tecnico e logopedico è composto da Roberta Cecco, Monica Dalla Valentina, Alberto Scapolo, Laura Tosi e Chiara Vanti.

Impianto cocleare, a Verona l’inserimento con il robot