L’assessore Elisa Franco e il consigliere Gambarin hanno rappresentato il sindaco.Il ricordo dei Caduti, le testimonianze degli studenti e una riflessione sulla libertà e sulla pace
(Giovanni Brasioli) Una giornata dedicata alla memoria, alla partecipazione e alla riflessione sul significato della pace. Castagnaro e la frazione di Menà hanno celebrato il 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, con due cerimonie che hanno coinvolto istituzioni, Forze dell’Ordine, associazioni, cittadini e soprattutto gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado.
A rappresentare il sindaco, assente per motivi di salute, sono stati l’assessore Elisa Franco, che ha indossato la fascia tricolore durante la cerimonia di Castagnaro, e il consigliere comunale Alex Fabrizio Gambarin, che ha fatto altrettanto nella frazione di Menà. Entrambi hanno portato ai presenti il saluto del primo cittadino.

Davanti al monumento ai Caduti di Castagnaro, gli studenti hanno ripercorso alcune delle pagine più dolorose della storia locale attraverso la lettura di lettere, testimonianze e documenti della Prima Guerra Mondiale. Parole che hanno restituito un volto e una storia agli uomini partiti per il fronte, molti dei quali non fecero più ritorno.
Oltre 100 i Caduti di Castagnaro
Particolarmente significativo il ricordo degli oltre cento Caduti del paese: uomini comuni che prima della guerra erano contadini, braccianti, muratori, artigiani, sarti, fornai e studenti. Di alcuni sono stati ricordati il nome, l’età, la professione e le circostanze della morte. Tra loro Mario, muratore di appena 18 anni, e Giovanni Balducco, bracciante diciannovenne morto di fame e di freddo durante la prigionia. Sono stati ricordati anche Giulio, orologiaio, un fornaio di 26 anni e un sarto di 33 anni.
Sono state rievocate anche le tragedie che colpirono intere famiglie, come quelle dei fratelli Natale e Amedeo Gennaro, entrambi morti nel 1916, e di Vittorio ed Eugenio Cortesia, scomparsi a ventidue anni.

Un pensiero è stato rivolto anche ai Caduti che non avevano più familiari a ricordarli. Tra le vicende ricordate, quella di un bracciante di 24 anni morto in un ospedale militare il 4 novembre 1918, proprio nel giorno in cui terminava la guerra. Per tutti coloro che non sono stati nominati, i presenti hanno dedicato un momento di raccoglimento e un applauso.
Nel messaggio diffuso in occasione della ricorrenza, l’assessore Elisa Franco ha posto particolare attenzione al ruolo delle nuove generazioni nella conservazione della memoria storica, sottolineando l’importanza di trasmettere ai più giovani il significato dei sacrifici compiuti durante la Grande Guerra.
Il ricordo dei Caduti è stato accompagnato da una riflessione sul valore della libertà e sulla responsabilità di custodire la pace. Un messaggio che ha richiamato anche il significato dell’amore per la propria patria, inteso non come superiorità nei confronti degli altri popoli, ma come impegno verso la comunità, rispetto delle persone e difesa dei diritti conquistati dalle generazioni precedenti.
La commemorazione a Menà
La commemorazione è proseguita a Menà, davanti al monumento che reca l’iscrizione «Nella luce, nella gloria, onore agli eroi – Menà ai suoi Caduti». Anche qui i protagonisti sono stati gli studenti, che si sono alternati al microfono per condividere pensieri e riflessioni, accompagnati dagli insegnanti. Con le bandierine tricolori e i cartelloni preparati in classe, i ragazzi hanno contribuito a rendere particolarmente sentita la cerimonia.

Il consigliere comunale Alex Fabrizio Gambarin ha pronunciato un intervento dedicato al significato storico e attuale della ricorrenza.
Partendo dal Bollettino della Vittoria del 4 novembre 1918, firmato dal generale Armando Diaz, Gambarin ha ricordato come l’unità nazionale e la libertà siano state conquistate attraverso il sacrificio di intere generazioni. Il consigliere ha richiamato i valori di libertà, patria e sacrificio, sottolineando la necessità di recuperarne il significato nella società contemporanea, al di là delle appartenenze politiche.
Nel suo intervento ha inoltre espresso preoccupazione per quello che considera un progressivo affievolimento di tali valori, invitando a riflettere sull’identità nazionale, sulla coesione sociale e sul ruolo dell’Italia nello scenario internazionale. Un richiamo alla responsabilità collettiva e all’importanza del contributo che ogni cittadino può offrire al futuro del Paese.
Gambarin ha voluto ricordare anche i militari italiani caduti nelle missioni internazionali, soffermandosi sulle vittime dell’incidente di un elicottero militare italiano avvenuto il 29 ottobre scorso in Bosnia-Erzegovina, durante una missione nell’ambito dell’operazione Eufor Althea.
Sono stati commemorati Simone Ruggia e Claudio Marchesi, appartenenti all’Aviazione dell’Esercito, e Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Quattro vite spezzate durante una missione internazionale, ricordate per il loro impegno al servizio del Paese.
Nel corso delle celebrazioni è stato letto anche il Bollettino della Vittoria numero 1268, con il quale il 4 novembre 1918 venne annunciata la conclusione vittoriosa della guerra contro l’Austria-Ungheria. Un momento solenne che ha permesso di ricordare il sacrificio dei soldati italiani e il contributo della popolazione civile durante il conflitto.

Un particolare riconoscimento è stato rivolto agli Alpini, ricordati per il coraggio dimostrato durante la Grande Guerra, quando affrontarono combattimenti sulle montagne in condizioni climatiche e ambientali estremamente difficili.
Ampio spazio è stato dedicato anche al significato attuale della ricorrenza. Il ricordo della Prima Guerra Mondiale è diventato un’occasione per riflettere sui conflitti ancora presenti nel mondo, a partire dalla guerra in Ucraina, e sull’importanza di non considerare la pace una conquista definitiva.
Agli studenti, in particolare a quelli delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, è stato rivolto l’invito ad approfondire la conoscenza della storia, ascoltare le testimonianze delle generazioni precedenti e sviluppare uno spirito critico, affinché gli errori del passato non si ripetano.
Tra i valori richiamati anche il diritto al lavoro, all’istruzione, alla salute e all’uguaglianza, insieme alla libertà di costruire il proprio futuro. Nel corso delle riflessioni è stato ricordato inoltre il ruolo della tradizione cristiana e giudaico-cristiana nella formazione dell’identità culturale europea.
Ai cittadini è stato rivolto anche l’invito a visitare i luoghi della memoria, come quelli dell’Altopiano di Asiago, dove sono ancora visibili le testimonianze dei combattimenti e delle sofferenze affrontate dai soldati durante la Grande Guerra.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto alla Banda Filarmonica di Castagnaro, che ha accompagnato le celebrazioni, agli Alpini, ai Carabinieri di Castagnaro, alla Polizia Locale di Castagnaro, ai paracadutisti della Caserma Briscese di Legnago, alla Protezione Civile di Castagnaro, al parroco, alle associazioni d’arma, agli insegnanti, ai genitori e a tutti i cittadini intervenuti.
Un riconoscimento particolare è stato riservato agli studenti, che attraverso le letture e le riflessioni hanno contribuito a mantenere viva la memoria storica della comunità.
Le commemorazioni di Castagnaro e Menà si sono così concluse con un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: ricordare il passato non significa soltanto rendere omaggio a chi ha sacrificato la propria vita, ma assumersi la responsabilità di custodire ogni giorno i valori della libertà, della solidarietà e della pace.
