(di Francesca Romana Riello). Milano-Cortina: i volontari di città al comando della Polizia locale segna una delle tappe più concrete nel percorso di avvicinamento della città ai grandi eventi olimpici e paralimpici del 2026.
Sono oltre 170 le persone che hanno dato la propria disponibilità ad affiancare cittadini e visitatori durante gli appuntamenti legati a Milano-Cortina 2026. In larga parte si tratta di giovani under 23, studenti delle scuole superiori e volontari delle associazioni del territorio, selezionati da Fondazione Milano Cortina 2026. Ragazze e ragazzi che hanno scelto di esserci, mettendo a disposizione tempo ed energie e accettando responsabilità non scontate.

Oltre 170 giovani pronti a supportare cittadini e turisti
I “Volontari di Città” hanno incontrato al Comando della Polizia locale il sindaco Damiano Tommasi, l’assessora ai Grandi eventi Stefania Zivelonghi e il comandante Luigi Altamura. Durante l’incontro sono stati illustrati i compiti che i volontari saranno chiamati a svolgere e le modalità operative previste nei giorni di maggiore afflusso.
A ciascun volontario è stato consegnato il kit di servizio: una sacca azzurra con pettorina identificativa, felpa, cappellino, porta badge e borraccia. Un elemento pratico, ma anche il segno visibile dell’ingresso in una squadra che lavorerà a stretto contatto con Polizia locale e Protezione civile.
Accoglienza, servizio e partecipazione civica verso il 2026
I volontari saranno impiegati lungo i principali flussi cittadini, in zona stazione, nei pressi dei parcheggi e lungo i percorsi che conducono all’Anfiteatro Arena. Il loro compito sarà quello di fornire informazioni e supporto a cittadini e spettatori, garantendo una presenza costante sul territorio nei momenti più delicati.
Il primo impegno operativo è in programma domenica 18 gennaio, in occasione del passaggio della Fiamma Olimpica. Seguiranno poi la chiusura dei Giochi Olimpici, domenica 22, e la cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici, venerdì 6 marzo.

Una risposta concreta agli stereotipi sulle nuove generazioni: i volontari di città al comando della Polizia locale
«Fate parte di una squadra che è molto più ampia di quella che si vede», ha ricordato il sindaco Tommasi, sottolineando come questa esperienza rappresenti anche un’occasione per comprendere cosa significhi offrire un servizio pubblico e prendersi cura della città.
Un messaggio che intercetta un tema più ampio. Perché questi giovani raccontano un’altra realtà rispetto a quella spesso descritta: non solo ragazzi distratti o disinteressati, ma persone disponibili ad accettare compromessi, ad assumersi responsabilità, a uscire , diciamolo senza troppi giri di parole ,dalla comfort zone.
Lo ha ribadito anche l’assessora Zivelonghi, parlando di una grande squadra chiamata a gestire un evento complesso e senza precedenti. Un’esperienza che entrerà nella storia di Verona, ma che passa prima di tutto dalle persone.
E allora la domanda resta aperta: siamo davvero sicuri che il problema delle nuove generazioni sia la mancanza di valori, o non è piuttosto il modo in cui continuiamo a raccontarle?

