(di Francesca Romana Riello). Nordio a Verona: «Il 22 e 23 marzo andate a votare». Referendum sulla giustizia, il ministro ospite a Veronafiere intervistato dal presidente della Commissione Giustizia Ciro Maschio

Nordio a Verona: «Il 22 e 23 marzo andate a votare»

Auditorium pieno per l’incontro sulla riforma

Auditorium di Veronafiere pieno ieri sera per l’incontro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. A Verona è arrivato per spiegare le ragioni del sì al referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo.

La serata è stata organizzata come un dialogo pubblico. A porre le domande è stato il deputato veronese Ciro Maschio, presidente della Commissione Giustizia della Camera, che ha guidato l’incontro davanti a un pubblico composto da amministratori locali, professionisti del settore legale e cittadini.

Nordio ha subito richiamato la scadenza ormai vicina. «Siamo a due settimane da un passaggio importante», ha detto. «Il 22 e 23 marzo possono cambiare la storia della giustizia nel nostro Paese».

Poi l’invito più diretto della serata: «Il primo consiglio che mi sento di dare è semplice. Andate a votare».

Nordio a Verona: «Il 22 e 23 marzo andate a votare»

Nordio a Verona: «Il 22 e 23 marzo andate a votare»

Il punto centrale della riforma resta la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Secondo il ministro è un passaggio necessario per rendere il sistema giudiziario più moderno e più vicino ai modelli delle altre democrazie occidentali.

«La separazione delle carriere esiste in tutti i Paesi dove c’è la democrazia», ha spiegato Nordio. «L’unità delle carriere invece è stata introdotta nel nostro ordinamento nel 1941 con il decreto di Dino Grandi».

Nel suo intervento il ministro ha richiamato anche la riforma del codice di procedura penale voluta negli anni Ottanta dal giurista e ministro socialista Giuliano Vassalli. Una riforma che introdusse il modello accusatorio e che, secondo Nordio, rappresenta il punto di partenza del percorso che oggi arriva al referendum.

«Quella riforma», ha osservato, «non poté essere completata. In quegli anni c’era una forte instabilità politica, i governi duravano poco e il Parlamento veniva sciolto continuamente».

Nordio a Verona: «Il 22 e 23 marzo andate a votare»

Il referendum e il confronto politico

Al termine dell’incontro il ministro ha risposto anche alle domande dei giornalisti. Tra i temi affrontati l’ipotesi di una vittoria del no al referendum.

«È un’eventualità che non mi pongo nemmeno», ha detto. «Sono convinto che vincerà il sì».

Nordio ha comunque spiegato che, dal punto di vista politico, l’esito del voto non cambierebbe la stabilità dell’esecutivo. «Per il governo non cambierebbe nulla», ha aggiunto. «Cambierebbe invece per il Paese, perché prima di avere un’altra occasione per una riforma di questo tipo potrebbero passare molti anni».

Tra le domande anche quella sui costi legati alla creazione di due Consigli superiori della magistratura e di una nuova Alta Corte disciplinare. «Abbiamo fatto tutte le valutazioni», ha assicurato il ministro. «Non ci saranno costi aggiuntivi significativi».

Resta poi il tema dei tempi della giustizia. «Per rendere più veloci i procedimenti stiamo intervenendo su più fronti», ha spiegato Nordio. «Dall’organico dei magistrati all’ufficio del processo, fino alla stabilizzazione dei giudici onorari».

Uno sguardo finale anche al Veneto, territorio dove Fratelli d’Italia conta uno dei suoi bacini elettorali più solidi. «Qui giochiamo in casa», ha detto il ministro. «Mi aspetto una forte mobilitazione».

L’ultima parola, ora, spetterà agli elettori chiamati alle urne il 22 e 23 marzo.

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