(di Francesca Romana Riello). Coin è salvo. Resta aperto: il lavoro del senatore Gelmetti per salvare i posti di lavoro e difendere uno storico negozio del centro di Verona
C’è un negozio, in centro a Verona, che nelle ultime settimane era diventato il simbolo di qualcosa che stava per finire. Una serranda che rischiava di abbassarsi, un’insegna che poteva sparire. Coin, in via Cappello, a pochi passi da piazza delle Erbe e dal cuore più turistico della città.

Coin è salvo e resta aperto tra nuovi investitori e partnership internazionali
Martedì, al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è arrivata la conferma: il negozio resterà aperto. La catena, oltre mille dipendenti in tutta Italia, anni difficili alle spalle, ha presentato i risultati dei primi mesi sotto la nuova gestione.
I numeri, almeno stando a quanto riferito dall’azienda, indicano una prima fase di stabilizzazione. Per il 2026 è previsto un nuovo apporto di capitale e sono in corso trattative con alcuni gruppi internazionali per rinnovare gli spazi e ripensare l’offerta commerciale. Qualcosa, insomma, si muove.
Tra i negozi che non chiuderanno ci sono quelli veneti, Verona e Mestre. Un’altra vetrina vuota nel cuore della città, stavolta, non ci sarà. Chi conosce il centro sa cosa significa: ogni serranda abbassata lascia un vuoto che difficilmente si riempie in fretta.

Il punto vendita di via Cappello, frequentato ogni giorno da residenti e turisti, resta quindi uno dei riferimenti storici dello shopping cittadino.
Gelmetti: «Verona deve saper difendere le proprie realtà storiche»
Il senatore veronese Matteo Gelmetti aveva seguito la vicenda da vicino, sollecitando un confronto diretto con i vertici aziendali e con il ministero.
«Apprendo con grande soddisfazione che il punto vendita rimarrà aperto», ha dichiarato. «È un presidio storico del commercio veronese. Chiuderlo avrebbe significato perdere qualcosa di difficile da recuperare.»
Sul fronte dei lavoratori l’azienda ha ribadito che non sono previsti licenziamenti collettivi: verranno utilizzati ammortizzatori sociali per accompagnare la ristrutturazione della rete.
Il confronto tra azienda, sindacati e ministero proseguirà nelle prossime settimane. Un nuovo tavolo è già fissato per il 14 maggio, quando si farà il punto sull’andamento del piano di rilancio.
«Verona deve saper difendere le proprie realtà storiche», ha concluso Gelmetti. «Fanno parte di quello che siamo.»

