(Angelo Paratico) Siamo entrati nella settimana referendaria e all’estero i nostri connazionali hanno già votato, spedendo alle sedi consolari le schede che avevavano ricevuto per posta. In città vediamo un dispiegamento di forze massiccio a favore del “No” con volantinaggi, gazebo, schede lasciate sui parabrezza delle auto.

Eppure, parlando con la gente comune abbiamo capito che la vittoria del Sì, per fortuna nostra e loro, è ormai assicurata. Credo che le risposte positive saranno fra il 60 e il 70% dei votanti. Una delle eccezioni sarà l’Australia, dove, come abbiamo già profetizzato, la vittoria del No sarà schiacciante.
Sentiamo bisbigliare le confidenze di chi si dice di sinistra e dichiara pubblicamente che voterà No, ma poi “a microfoni spenti” ci dice che sarebbe da stupidi buttare via un’occasione simile per la modernizzazione del nostro Paese, solo perché tale proposta arriva da destra. A sinistra ricordano bene che questa battaglia per la separazione delle carriere dei magistrati e del sorteggio per il CSM è stata una loro battaglia.
Credo che gli ultimi indecisi siano stati convinti dalle esternazioni di un magistrato forcaiolo e ondivago che con le sue non tanto velate minacce ha scosso un po’ tutti.
Ricordiamo qui, se ci è lecito paragonare le cose grandi con le piccine, che il periodo del Terrore guidato da Maximilien Robespierre, un magistrato, ebbe termine quando lui fece un discorso lungo più di due ore alla Convenzione, durante il quale disse che alcuni deputati avevano ecceduto nei loro poteri e sarebbero stati puniti. La punizione tipica a quel tempo era la ghigliottina. Non fece dei nomi ma si limitò a squadrare tutti con i suoi occhialetti verdi, facendogli gelare il sangue. Non avendo fatto nomi tutti si sentirono in pericolo e si coalizzarono per far ghigliottinare Robespierre e i suoi sodali, e fu così che nel 1974 ebbe termine il Terrore.
Di Pietro impegnato nel referendum per il SI
Per la vittoria del Sì è stato notevole l’apporto di un risorto Antonio Di Pietro, che con il suo eloquio nazionalpopolare ci fa venir voglia di alzarci e di andare ad abbracciarlo. Prepariamo dunque il Prosecco in frigorifero, la liberazione è ormai prossima.
