Chi paga? E perché non si fa il funerale?

Il senatore veronese Matteo Gelmetti vuole vederci chiaro sul caso di Moussa Diarra, il cittadino maliano deceduto nell’ottobre 2024 a Verona davanti alla stazione di Porta Nuova, colpito da un colpo di pistola di un poliziotto che aveva minacciato con un coltello.

«Ci troviamo di fronte ad un mistero- dice Gelmetti-. Secondo quanto emerso e come già evidenziato nella mia interrogazione parlamentare , la salma si troverebbe ancora presso l’ospedale di Borgo Trento, a distanza di mesi dal decesso, senza che sia stato celebrato un funerale né disposto il rimpatrio».

« Perché non è stato ancora fatto il funerale? Chi ha la responsabilità di questa situazione? E soprattutto: chi sta pagando i costi di questa prolungata permanenza della salma all’interno della struttura sanitaria? A rendere il quadro ancora più paradossale – aggiunge il senatore di Fratelli d’Italia- è il fatto che, nelle settimane successive al decesso, alcuni ambienti legati a centri sociali veronesi avevano alimentato una narrazione accusatoria nei confronti delle forze dell’ordine, chiedendo “giustizia” e attribuendo responsabilità che, allo stato dei fatti, appaiono quanto meno premature se non del tutto infondate».

«Oggi però, mentre si è stati rapidissimi nel puntare il dito, si assiste a un silenzio assordante su una questione concreta e grave: un corpo che attende ancora una degna sepoltura. Serve chiarezza immediata- conclude Gelmetti-. Serve rispetto per la dignità della persona deceduta. Serve trasparenza su responsabilità e costi. Le istituzioni competenti facciano piena luce e si assumano le proprie responsabilità. Verona merita risposte, non silenz».