Il tema della gestione delle discariche nelle aree di confine approda oggi all’attenzione del Consiglio regionale del Veneto, chiamato a discutere un ordine del giorno collegato al Bilancio di previsione 2026-2028. Il documento, sottoscritto da tutti i consiglieri regionali veronesi, punta a promuovere una cooperazione tra Regioni confinanti per definire criteri condivisi nella progettazione e nella realizzazione di nuovi impianti.
Tra le firmatarie figurano le esponenti di Fratelli d’Italia Claudia Barbera e Anna Leso, che sottolineano i risultati ottenuti in tempi rapidi sul fronte della revisione del Piano regionale dei rifiuti. Un percorso che, spiegano, ha preso avvio con una mozione presentata nei mesi scorsi, è proseguito con un emendamento al Documento di economia e finanza regionale e arriva ora all’ordine del giorno in discussione.
L’obiettivo è evitare che le aree di confine, già esposte a pressioni ambientali, diventino il punto di concentrazione di nuovi impianti. In questo senso, viene richiamato anche il dibattito in corso in Lombardia, dove si stanno valutando norme più restrittive, tra cui la possibile sospensione delle autorizzazioni per discariche entro un raggio di 10 chilometri dai confini regionali. Una misura che, se adottata anche in Veneto, contribuirebbe a tutelare territori sensibili come quello di Caluri.
Le consigliere evidenziano inoltre la necessità di garantire tempi certi nell’attuazione degli impegni assunti, in particolare nei confronti dei comuni veronesi interessati dal tema, tra cui Villafranca e Sorgà. La gestione dei rifiuti, ribadiscono, richiede un approccio coordinato e una visione condivisa tra amministrazioni, capace di coniugare tutela ambientale e salvaguardia della salute dei cittadini.
L’atto in discussione rappresenta, nelle intenzioni dei proponenti, un primo passo verso una pianificazione interregionale più strutturata, orientata a una distribuzione equilibrata degli impianti e a una maggiore attenzione per le specificità dei territori coinvolti.
