Energia e digitale La sfida della sicurezza
La transizione energetica si intreccia sempre più con il tema della sicurezza digitale, delineando una nuova frontiera per imprese e infrastrutture strategiche. È quanto emerso nel corso dell’incontro “Energia per la digitalizzazione”, promosso dalla Fondazione Civitas ETS nella cornice di Villa Ca’ Dura, nel padovano.
Al centro del confronto, il legame sempre più stretto tra innovazione tecnologica e vulnerabilità dei sistemi. I dati del Clusit evidenziano una crescita significativa delle minacce: negli ultimi cinque anni gli attacchi informatici a livello globale sono aumentati del 157%, con una media mensile più che raddoppiata. Nel solo 2025 si sono registrati 5.265 episodi, in aumento del 48,7% rispetto all’anno precedente.
A delineare il quadro è stato Mauro Conti, tra i principali esperti italiani di sicurezza informatica e direttore dello SPRITZ Security and Privacy Research Group dell’Università di Padova. «Più aumenta la digitalizzazione, più cresce il rischio di attacchi», ha spiegato, evidenziando come in Veneto il fenomeno sia particolarmente rilevante a causa della forte diffusione di modelli produttivi legati all’industria 4.0.

Le PMI più soggette ai cyber attacchi
Le piccole e medie imprese risultano tra i soggetti più esposti: rappresentano il 95% del tessuto produttivo italiano e spesso dispongono di risorse limitate per la difesa informatica. Il settore industriale registra un incremento degli attacchi del 79% e il 16% degli attacchi globali al comparto manifatturiero riguarda realtà italiane. A livello regionale, il dato è ancora più significativo: secondo il rapporto Clusit 2025, il 37,8% delle PMI venete ha subito almeno un attacco informatico nel corso dell’anno, ovvero più di un’azienda su tre.
Un elemento di ulteriore criticità è rappresentato dall’adozione dell’intelligenza artificiale. «Integrare l’AI senza adeguate competenze può aumentare le vulnerabilità», ha sottolineato Conti, ricordando come il 12,4% degli attacchi in Italia utilizzi già tecniche di phishing e social engineering potenziate proprio dall’intelligenza artificiale. Il rischio, in questi casi, è duplice: fallire nell’innovazione e amplificare l’esposizione agli attacchi.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle infrastrutture energetiche, sempre più integrate con sistemi digitali. La loro natura “cyber-fisica” le rende un obiettivo sensibile anche sul piano geopolitico: un attacco informatico può infatti incidere direttamente sulla distribuzione dell’energia.
Nel corso del convegno, Silvia Marangon ha evidenziato il ruolo delle grandi infrastrutture digitali nella ridefinizione del sistema industriale, mentre Saverio De Vito ha presentato il progetto MARTA, basato sull’integrazione tra intelligenza artificiale e blockchain Algorand per migliorare sicurezza e trasparenza nella gestione degli impianti fotovoltaici.
Il dibattito si è esteso anche agli strumenti operativi per le imprese: dalla finanza agevolata, richiamata da Daniele Stecco, ai sistemi di accumulo per la stabilità delle reti, evidenziati da Riccardo Grigolon, fino all’importanza dell’adeguamento tecnologico delle PMI, sottolineata da Damiano Zanaga. In chiusura, Franco Pasqualetti ha ribadito la necessità di investimenti strategici e di un forte supporto istituzionale.
Dall’incontro emerge una linea condivisa: la transizione energetica non può prescindere da una digitalizzazione consapevole, in cui innovazione e sicurezza procedano di pari passo. In un contesto sempre più interconnesso, la vera sfida non è eliminare il rischio, ma costruire sistemi capaci di resistere e adattarsi alle minacce.
