Arriva un primo via libera politico al disegno di legge regionale sulla pianificazione delle discariche nelle aree di confine. La Giunta del Veneto ha infatti approvato il provvedimento che introduce una misura immediata: la sospensione dei procedimenti autorizzativi per la realizzazione di nuove discariche entro un raggio di 10 chilometri dal confine regionale. Un segnale definito “chiaro e concreto” dalla consigliera regionale di Fratelli d’Italia Claudia Barbera, che rivendica l’attenzione mostrata su un tema considerato prioritario per i territori.

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Secondo Barbera, si tratta di un atto assunto in tempi rapidi che ora proseguirà il proprio iter in commissione, confermando la volontà delle istituzioni regionali di affrontare una questione non più rinviabile per i cittadini. La consigliera sottolinea come il tema sia stato al centro del suo impegno fin dalla campagna elettorale, tradotto poi, all’inizio del mandato, nella presentazione della sua prima mozione. Un’iniziativa condivisa con la collega Anna Leso e con i rappresentanti regionali del partito, con l’obiettivo di definire una linea comune su scala veneta.

Il provvedimento assume un significato particolare per il territorio veronese, dove negli ultimi anni si è registrata una crescente sensibilità sul tema. In particolare, vengono citati i comuni di Villafranca, Valeggio sul Mincio e Sorgà, realtà che più volte hanno sollecitato interventi chiari e tempestivi per la tutela ambientale e sanitaria.

Barbera esprime quindi un ringraziamento alla Giunta regionale e all’assessore all’Ambiente per aver recepito le istanze provenienti dai territori e dagli amministratori locali, evidenziando come la rapidità dell’intervento rappresenti un elemento di discontinuità nella gestione del tema.

Lo sguardo resta però rivolto ai prossimi passaggi. La consigliera indica come fondamentale proseguire lungo questa linea, arrivando nel più breve tempo possibile alla cancellazione della deroga attualmente prevista nel piano regionale dei rifiuti. Una modifica ritenuta necessaria per impedire la realizzazione di discariche in aree considerate sensibili, come quelle di ricarica degli acquiferi, e per rafforzare ulteriormente la tutela del territorio e delle risorse idriche.