E’ la provincia meno rappresentata nell’assetto politico regionale

(o.a.) Verona è la provincia meno rappresentata nel nuovo assetto politico veneto. Dalle pagine de L’Adige lo abbiamo rilevato più d’una volta. Il potere regionale è tutto sbilanciato ad Est, nel triangolo Padova-Treviso-Venezia.
Una situazione che si protrae da troppo tempo e che è rappresentata dal fatto che è dal 1970, ovvero da 56 anni, più di mezzo secolo, che non viene eletto alla presidenza della regione un veronese. Tutto documentato in precedenti articoli ed editoriali del nostro giornale.

STEFANI

L’ultimo capitolo della marginalizzazione

L’ultimo capitolo di questa processo di marginalizzazione, nel novembre scorso, l’elezione di Alberto Stefani, padovano, alla presidenza del Veneto. Una bravissima persona, un giovane brillante e sicuramente capace.
Ma, sorge spontanea la domanda: è mai possibile che fra i 931 mila abitanti della provincia di Verona non vi sia nessuno in grado di svolgere lo stesso ruolo? E, ammesso e non concesso fosse così, perché il centrodestra non attua le necessarie compensazioni affinché nell’organigramma regionale vi sia un equilibrio non solo fra i partiti ma anche fra le componenti territoriali?

Nessuna posizione apicale né in Sanità né in Agricoltura

Ricordiamo che Verona ha un solo assessore. Non alla Sanità né all’Agricoltura, che sono le materie di competenza regionale più importanti. E non ha nemmeno una delle posizioni di vertice della struttura amministrativa. Non un direttore generale delle Ulss o delle Aziende Ospedaliere/universitarie. Non uno nel settore primario. La ciliegina su questa torta indigesta l’ha messa il presidente della Regione Stefani, nominando direttore generale di Avepa, la più importante agenzia dell’agricoltura il dr. Filippo Codato, che sarà anche lui una bravissima persone e competente. Ma pur sempre della stessa area geografica: Venezia, Padova, Treviso.

TRIANGOLO

La provincia di Verona è la più “agricola” d’Italia, con alle spalle una grande tradizione nel settore primario. Non mancano certo le professionalità. Però le scelte del potere politico veneto cadono sempre su persone del Veneto orientale.
Allora, esclusa un’inferiorità genetica, culturale e professionale dei veronesi, l’unica spiegazione che si può dare è che Verona non abbia dei rappresentanti politici all’altezza di tutelare gli interessi della nostra provincia.