Più fluidità, meno congestione, più qualità urbana

(Giorgio Pasetto) Verona non ha bisogno di una guerra contro l’automobile. Ha bisogno di una strategia seria contro la congestione, la sosta selvaggia, lo spreco di spazio e l’inefficienza urbana.

Negli ultimi anni il dibattito sulla mobilità si è spesso trasformato in uno scontro ideologico: da una parte chi vuole limitare drasticamente le auto, dall’altra chi difende lo status quo. Ma una città moderna non può permettersi né immobilismo né estremismi. Deve invece trovare un equilibrio intelligente tra libertà di movimento, sostenibilità, accessibilità e qualità della vita.

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Auto sì, auto no?

La domanda vera non è “auto sì o auto no”.
La domanda è: come possiamo rendere Verona più scorrevole, più vivibile e più accessibile per tutti?
La risposta può arrivare da un approccio pragmatico, basato su tecnologia, incentivi corretti, controlli efficaci e investimenti mirati. Una strategia capace di migliorare la vita quotidiana senza imporre divieti ideologici.

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Accesso dinamico al centro storico

Il centro di Verona è una risorsa preziosa ma anche uno spazio limitato. Per questo l’accesso dovrebbe essere regolato in modo intelligente, non con blocchi rigidi. L’idea è creare una Zona di Accesso Intelligente all’interno delle mura e nelle aree più congestionate: un sistema dinamico in cui il costo di accesso varia in base al traffico reale.

Nelle ore meno congestionate l’ingresso potrebbe essere gratuito o quasi. Nei momenti di maggiore pressione, invece, il prezzo aumenterebbe gradualmente. Residenti, disabili, artigiani, operatori essenziali e consegne programmate avrebbero esenzioni o crediti dedicati.

Il principio è semplice: quando lo spazio stradale diventa scarso, acquista valore.

Permessi urbani scambiabili

Ogni residente potrebbe ricevere annualmente un pacchetto di “crediti mobilità” da utilizzare per accessi o parcheggi in centro.

Chi utilizza poco l’auto potrebbe convertirli o venderli, ottenendo vantaggi concreti: abbonamenti ai mezzi pubblici, parcheggi scambiatori, bike sharing, taxi o servizi locali. In questo modo il cittadino non subisce un divieto: diventa proprietario di un diritto che può gestire liberamente.

Parcheggi: meno gratuità, più qualità

La sosta gratuita in aree centrali spesso genera traffico inutile, auto ferme per ore e ricerca ossessiva del posto libero.
Servono invece tariffe intelligenti, differenziate per zona e fascia oraria. Parcheggiare nelle aree più richieste deve costare di più, ma con una garanzia precisa: i ricavi devono restare nel quartiere in cui vengono generati.
Marciapiedi migliori, illuminazione, alberature, manutenzione, sicurezza e arredo urbano.
Chi paga la sosta deve vedere concretamente il miglioramento della città.

Parcheggi scambiatori davvero convenienti

Non basta dire ai cittadini di lasciare l’auto fuori dal centro. Bisogna rendere l’alternativa più semplice e conveniente. Verona ha bisogno di parcheggi esterni ben collegati con navette frequenti verso centro storico, stazione, ospedale, università e fiera.

La formula ideale è chiara:

  • parcheggio economico o gratuito; 
  • navette ogni pochi minuti; 
  • biglietto unico parcheggio + bus; 
  • priorità semaforica al trasporto pubblico; 
  • informazioni in tempo reale. 

La comodità deve vincere sull’abitudine.

Trasporto pubblico: non gratis, ma efficiente

Il trasporto pubblico gratuito generalizzato rischia di essere costoso e poco efficace se il servizio rimane lento o inaffidabile. La vera priorità deve essere la qualità:

  • corse più frequenti; 
  • corsie preferenziali dove servono davvero; 
  • tariffe semplici; 
  • integrazione tra diversi mezzi; 
  • controlli sul servizio; 
  • premi ai gestori legati a puntualità e soddisfazione degli utenti. 

Il trasporto pubblico non va giudicato per quanto costa poco, ma per quanto funziona bene.

Limiti di velocità dove servono davvero

Ridurre la velocità ha senso in aree sensibili: vicino alle scuole, agli ospedali, nelle vie residenziali strette o nei punti ad alto rischio di incidenti. Ma applicare limiti generalizzati senza distinzione rischia di rallentare inutilmente la città e aumentare la frustrazione.
Non “30 km/h ovunque”, dunque, ma 30 km/h dove i benefici sono reali e misurabili.

Regole uguali per tutti

La sicurezza urbana richiede controlli seri e imparziali. Sosta selvaggia, doppie file, eccessi di velocità, passaggi con il rosso, monopattini sui marciapiedi, bici contromano e carico/scarico fuori orario devono essere affrontati con la stessa determinazione.

Le regole funzionano solo quando valgono per tutti.

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Una logistica urbana più moderna

Molto traffico nasce da una cattiva organizzazione delle consegne. Per il centro storico servono fasce orarie chiare, prenotazioni digitali degli spazi carico/scarico, incentivi ai mezzi elettrici e piccoli hub logistici esterni alle mura. Meno furgoni in doppia fila significa meno caos per tutti.

Dati aperti e risultati misurabili

Ogni politica pubblica dovrebbe essere verificabile. Per questo Verona dovrebbe dotarsi di un “cruscotto della mobilità” aggiornato regolarmente, con dati su:

  • tempi medi di percorrenza; 
  • puntualità dei bus; 
  • occupazione dei parcheggi; 
  • incidenti; 
  • qualità dell’aria; 
  • utilizzo dei parcheggi scambiatori; 
  • incassi da sosta e accessi. 

Se una misura funziona si amplia. Se non funziona, si corregge.

Un nuovo patto urbano

La sfida non è trasformare Verona in una città-museo o in una città ostile alle auto. La sfida è renderla più accessibile, produttiva, attrattiva e vivibile.
Una città moderna non elimina il movimento: lo organizza meglio. Non impone divieti simbolici: riduce sprechi e inefficienze. Non penalizza chi lavora o si sposta: crea alternative credibili.

Verona può diventare una città dove ci si muove meglio senza rinunciare alla libertà.
Con meno traffico inutile, più qualità urbana e regole intelligenti.

Perché la vera modernità non è bloccare. È far funzionare meglio le cose.