Ma la protesta certifica la sconfitta della città
(a.z.) Un comunicato durissimo, dai toni provocatori e senza sconti è stato diffuso questa mattina dai tifosi gialloblù. Hellas Army sceglie l’inglese per il titolo per farsi capire dallo squattrinato fondo texano che ha acquisito l’Hellas Verona lo scorso anno: “Presidio: congratulations, you made it!”, ma il messaggio indirizzato alla proprietà dell’Hellas Verona è chiarissimo per tutti.
La retrocessione viene definita il simbolo di una stagione “al limite del grottesco”, segnata da assenza di progettualità sportiva, confusione societaria e da una gestione orientata esclusivamente alle plusvalenze, senza mai chiarezza nei confronti della tifoseria e dei media.

“Presidio, sio investors?”
Nel lungo testo diffuso alla vigilia della gara contro il Como, i tifosi gialloblù ripercorrono il triste e misero percorso di quest’anno, e ricordano le contestazioni e le domande già emerse nei mesi scorsi. Dal celebre interrogativo “Presidio, sio investors?” fino al più recente “Presidio, What’s your plan?, l’Hellas Army sostiene, a ragione, di non aver mai ricevuto risposte concrete sul futuro del club. La critica investe tanto l’aspetto sportivo quanto quello comunicativo, ritenuto addirittura peggiore e che è davvero uno sfregio alla città e ai veronesi in generale.

Nel mirino, inoltre, finisce anche il cosiddetto “caso-Orban”,che è stato un episodio vergognoso, accompagnato dal silenzio della società e da una presa di distanza modesta ed ampiamente insufficiente nei confronti di un calciatore che non merita di indossare la maglia gialloblù. Questo atteggiamento ha semplicemente dimostrato la distanza dalla propria gente e l’unico obiettivo degli americani: la sostenibilità finanziaria, di fatto la garanzia a tutela del vero creditore, ossia Deutsche Bank, che appare evidente che stia usando Presidio come mero “recupero crediti”.

La parte più dura del comunicato dei tifosi
La parte più dura arriva però nel passaggio finale, dove la proprietà viene accusata di aver utilizzato il Verona come “strumento per drenare risorse finanziarie”, senza investire realmente sul progetto tecnico. Per l’Hellas Army, infatti, il Verona “non è un asset”, ma “tradizione, identità e orgoglio di una comunità intera”, e questo è davvero il Verona e dovremo ricordarcelo anche noi veronesi.
E domenica, festa sotto la curva. Nonostante tutto
Nonostante la retrocessione, i tifosi annunciano comunque per domenica una giornata di ritrovo e festa sotto la Curva, trasformando la contestazione in una rivendicazione di appartenenza. “La nostra festa non deve finire, e non finirà”, scrivono, chiamando a raccolta tutta la tifoseria gialloblù.
L’amaro in bocca
Tuttavia rimane l’amaro in bocca, perché ancora una volta gli imprenditori veronesi e la classe dirigente della città non hanno avuto il coraggio e la visione strategica di investire nella propria squadra e nella propria città, preferendo sempre i famigerati cavalieri bianchi “esteri ed esterni”, che alla fine dei conti hanno sempre fatto il male della città e unicamente i loro legittimi interessi economici.
La chance dell’azionariato popolare
Abbiamo ancora l’occasione di rilanciare un progetto di azionariato popolare per acquistare una quota dell’Hellas Verona, per riportare valore nella squadra e nella nostra città, ma ancora una volta non ci sarà seguito, perché impegnarsi è difficile e sempre meno persone sono disponibili a farlo, soprattutto nella nostra Verona, dove il declino è oramai inserobaile.
Abbiamo perso l’aeroporto, abbiamo perso le banche, abbiamo perso Cattolica, il Verona è in declino, chissà che forse quando toccheremo il fondo, se non lo abbiamo già fatto, rinasceremo. In fin dei conti ci siamo sempre stati e sempre ci saremo, in A, in B o in C: Io credo risorgerò!
