(di Francesca Romana Riello). Borgo Trento, il pronto soccorso ostaggio della paura: c’è un momento, dentro un pronto soccorso, in cui il confine tra emergenza sanitaria e ordine pubblico smette di essere netto. Succede quando dentro un reparto si smette di pensare solo ai pazienti. È successo di nuovo venerdì 8 maggio all’ospedale di Borgo Trento, dove per ore il personale ha gestito una situazione di forte tensione provocata da un uomo già protagonista di altri episodi nelle scorse settimane.
Secondo quanto ricostruito dalla UIL Fp Verona, tutto sarebbe iniziato in mattinata, attorno alle 9, con i primi momenti di agitazione e un intervento della polizia interna verso mezzogiorno. Nel pomeriggio il quadro è peggiorato ulteriormente.

Una giornata di tensione dentro il pronto soccorso
Attorno alle 16 l’uomo si è posizionato davanti all’area triage, bloccando di fatto l’accesso al servizio. Rallentamenti e tensione sia tra gli utenti sia tra il personale. A un certo punto, secondo il sindacato, avrebbe tentato di colpire con una testata una guardia giurata. Solo con l’arrivo della volante è stato possibile allontanarlo.
Non è un episodio isolato. Lo stesso uomo era già stato protagonista dei fatti del 21 aprile scorso, sempre al pronto soccorso di Borgo Trento. Ed è questo il dato che pesa di più sul personale sanitario: non tanto il singolo episodio, quanto il fatto che scene simili continuino a ripetersi.
«Siamo di fronte a un episodio estremamente preoccupante , dice Marco Bognin, segretario generale UIL Fp Verona . Una sola persona, in evidente stato di alterazione, ha bloccato il funzionamento di un presidio strategico, mettendo sotto scacco operatori, utenti e sistema di emergenza».
Minacce, aggressioni verbali, intimidazioni: secondo il sindacato fanno ormai parte della quotidianità nei reparti di emergenza. Una pressione che, dicono, non si può più affrontare solo dall’interno. «L’Aoui da sola non può sostenere un fenomeno di questa portata», continua Bognin. La richiesta è costruire una rete stabile tra istituzioni, forze dell’ordine, servizi sociali e sistema sanitario, capace di intervenire prima che le situazioni degenerino.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella di un presidio fisso delle forze dell’ordine dedicato alla sicurezza del pronto soccorso, proposta che torna ogni volta che si verificano episodi di questo tipo.

Borgo Trento, il pronto soccorso ostaggio della paura
La questione, però, va oltre il singolo episodio. Riguarda il clima in cui medici, infermieri e operatori sociosanitari lavorano ogni giorno.
«La preoccupazione è ormai altissima, sottolinea Bognin. Il personale lavora in un clima di costante tensione psicologica, con il timore che situazioni simili possano degenerare. Non è accettabile che chi garantisce cure e assistenza debba farlo sentendosi esposto».
La UIL Fp Verona chiede l’apertura urgente di un tavolo tra Direzione Aoui, Prefettura, forze dell’ordine, Comune, Ulss 9 e le altre istituzioni coinvolte. L’obiettivo non è intervenire quando l’emergenza è già esplosa, ma costruire strumenti permanenti di prevenzione.
Perché il problema, ormai, non è più soltanto gestire l’emergenza sanitaria. È farlo in un clima di tensione che dentro il pronto soccorso sta diventando sempre più frequente.
