(Giorgio Massignan) Mentre sta per essere portato in Consiglio il nuovo PAT, viene approvata una nuova deroga agli strumenti urbanistici.
In Centro Storico, esattamente in via Catullo, 6 unità residenziali saranno trasformate in “attività ricettiva complementare”, in deroga alle norme vigenti, così come era accaduto al Palazzo Bottagisio in via Leoni e, prima ancora, durante la giunta Sboarina, alla sede dell’Unicredit in via Garibaldi.
L’uso dello strumento della deroga dovrebbe essere utilizzato con estrema attenzione e solo per casi di reale necessità. Mai durante la stesura di un nuovo Piano Urbanistico Generale, (PAT).
Tranne tre consiglieri, Jessica Cugini, Carla Padovani e Sergio Tonni, che hanno votato contro, tutta la maggioranza ha votato a favore, mentre l’opposizione si è astenuta.
Va evidenziato che la Circoscrizione aveva dato parere negativo (9 su 11) alla delibera.
Con questa nuova deroga, che aumenta la turisticizzazione del centro e il conseguente abbandono dei pochi residenti rimasti, viene confermato il ruolo turistico delle zone storiche a scapito di un ritorno degli abitanti.
In questi ultimi decenni lo storico contesto urbano di Verona è stato trasformato in un polo alberghiero e ricettivo.
Ma, il problema non verte sulla o sulle singole deroghe, ma su quale idea di città si vuole perseguire.

Sinora, nessun piano o progetto fa sperare in un cambiamento di prospettiva, con proposte di rigenerazione del patrimonio edilizio del Centro Storico per ospitare nuove residenze, parte delle quali a canoni d’affitto convenzionati, per richiamare le giovani coppie con bambini.
Solamente con il ritorno dei residenti il centro potrà tornare ad essere una porzione di città, con negozi e laboratori artigianali di vicinato e quindi riprendere quella vita urbana che le è stata tolta anni fa.
L’esempio dell’amministrazione comunale di Mantova, che ha utilizzato i fondi del PNRR per acquistare e recuperare degli edifici fatiscenti del Centro Storico da adibire ad abitazioni a canone convenzionato, purtroppo, non è stato seguito dalla nostra amministrazione che ha preferito consolidare il processo di trasformazione turistica e ricettiva delle nostre aree storiche.
