Approvata dalla Regione la legge che vieta le 3 nuove discariche

Via libera all’unanimità oggi a Palazzo Ferro-Fini al progetto di legge regionale che sospende il procedimento di autorizzazione di tre nuove discariche previste nel Veronese. Il provvedimento riguarda i siti di stoccaggio rifiuti destinati ai comuni di Villafranca, Valeggio sul Mincio e Sorgà, territori accomunati dalla posizione di confine con la provincia di Mantova.

Una caratteristica considerata centrale dal Consiglio regionale del Veneto, che ha deciso di intervenire per fermare temporaneamente i nuovi insediamenti in attesa di una disciplina condivisa con la Lombardia sulla gestione delle aree di confine.

A spiegare le motivazioni dell’iniziativa è il consigliere regionale Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferro-Fini: “Il mantovano è una delle zone del territorio nazionale maggiormente connotata dalla presenza di discariche, condizione simile a quella dell’ovest veronese”.

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Secondo Pressi, negli anni si è registrata una tendenza da parte delle Regioni a concentrare gli impianti nelle aree confinanti, con il risultato di creare una forte presenza di discariche in territori limitati ma omogenei dal punto di vista ambientale, naturalistico e infrastrutturale. “Questo ha creato una conseguenza: la forte concentrazione di impianti in una porzione di territorio ridotta che, seppur attraversata da un confine amministrativo regionale, è in realtà omogenea dal punto di vista ambientale, naturalistico e delle viabilità”, sottolinea il consigliere.

Il provvedimento approvato dal Consiglio regionale produce quindi un duplice effetto: da una parte blocca immediatamente l’iter per l’apertura delle 3 nuove discariche, dall’altra apre la strada a una futura normativa condivisa tra Veneto e Lombardia per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

“Questo è un primo passo – conclude Pressi – poiché c’è la necessità di eliminare la deroga alle norme regionali che oggi consente di richiedere la creazione di nuove discariche nelle zone di ricarica delle falde acquifere”.