La raccolta differenziata a Verona registra un nuovo e significativo avanzamento. Nel 2025 la città supera per la prima volta il 60%, segnando un risultato che consolida il trend di crescita degli ultimi anni e che viene trasmesso ad Arpav per la successiva certificazione ufficiale attesa entro novembre.

Il dato deriva dal conteggio combinato dei rifiuti raccolti da AMIA e dai gestori privati attivati da alcune grandi utenze non domestiche. Si tratta di un incremento di circa quattro punti percentuali rispetto al 2024, quando la media si era attestata al 57,4%, già in crescita rispetto all’anno precedente.

Un trend in crescita dopo anni di stabilità

Negli ultimi due anni la città ha registrato un aumento complessivo superiore ai sette punti percentuali, sostenuto dall’estensione del sistema di raccolta basato su cassonetti ad accesso controllato e porta a porta, oggi attivo in più della metà del territorio comunale.

Il confronto storico evidenzia la portata del cambiamento: nel 2015 la raccolta differenziata era al 50,8%, mentre nel 2022 superava di poco il 53%, con una crescita contenuta nel tempo. La svolta è arrivata con la progressiva introduzione del nuovo modello operativo, esteso prima alla Settima e Sesta circoscrizione, poi alla Quinta e alla Quarta, fino alle attività commerciali del centro storico attraverso servizi dedicati e hub di conferimento.

Il miglioramento avvicina Verona alle performance delle altre città venete. Venezia si attesta oggi al 63%, riducendo così il divario tra i due principali capoluoghi regionali sul fronte della raccolta differenziata.

Parallelamente, si registra una riduzione del rifiuto indifferenziato. Nei primi tre mesi del 2026 il secco residuo è diminuito di oltre il 10%, pari a circa 700 tonnellate in meno destinate alla discarica, equivalenti a 23 tir al mese. Un dato che riflette sia una maggiore capacità di differenziazione sia una minore pressione sui cassonetti urbani da parte dei comuni limitrofi.

Il presidente di AMIA, Roberto Bechis, ha definito il risultato un passaggio rilevante nel percorso di trasformazione del sistema cittadino: «È un risultato importante, ma rappresenta anche l’inizio di una fase nuova. Il cambiamento è irreversibile, perché riguarda abitudini e cultura dei cittadini, oltre che l’organizzazione del servizio».

Bechis ha inoltre richiamato l’impatto ambientale del nuovo modello, evidenziando la riduzione dei rifiuti conferiti in discarica: dalle circa 60.000 tonnellate annue degli anni precedenti si è passati a poco più di 53.000, con una diminuzione di circa 7.000 tonnellate. Un calo che, secondo l’azienda, corrisponde anche a una riduzione del traffico di mezzi pesanti sulle strade, considerando che ogni tir trasporta circa 25 tonnellate di rifiuti.

Sul piano economico, viene ricordata anche l’incidenza della cosiddetta “super tassa ecologica” introdotta dalla Regione Veneto, che nel 2025 comporterà un impatto stimato in circa 1,5 milioni di euro per AMIA. Il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2026 consentirebbe di evitare tale aggravio, liberando risorse da destinare al potenziamento dei servizi urbani, in particolare quelli legati a pulizia e decoro.

Anche Martina Redivo del CdA di AMIA ha sottolineato la natura duplice del cambiamento, insieme culturale e organizzativa: «Si tratta di un passaggio atteso da tempo, che coinvolge abitudini quotidiane e modalità di conferimento dei rifiuti. Il raggiungimento del 60% conferma che la direzione è quella corretta, anche se restano criticità in alcune aree della città, dove i livelli di differenziata sono ancora più bassi e richiedono interventi mirati».

Redivo ha evidenziato anche la necessità di accompagnare la transizione nelle zone più complesse, con particolare attenzione alla qualità del servizio e al decoro urbano.

Per Francesco Premi del CdA di AMIA il percorso in atto rappresenta una trasformazione strutturale più che una semplice evoluzione: «Non sarebbe realistico pensare che un cambiamento di questa portata possa avvenire senza difficoltà. Per questo AMIA ha rafforzato le attività di comunicazione e supporto ai cittadini, anche attraverso tutor presenti nei quartieri e campagne informative dedicate».

Premi ha ribadito come l’obiettivo sia quello di accompagnare i cittadini lungo tutte le fasi del processo, mantenendo un dialogo costante e puntando al consolidamento dei risultati già raggiunti, con l’ulteriore miglioramento delle performance nei prossimi anni.