( g.d.) Verona è chiamata a guardare oltre le urgenze del presente e a interrogarsi sul proprio futuro. È questo il messaggio lanciato da Area Liberal, l’associazione guidata da Giorgio Pasetto, che invita la città a non limitarsi al dibattito contingente sul destino del Payanini Center, ma a trasformarlo in un’occasione strategica per ripensare il modello urbano dei prossimi decenni.

Le difficoltà che stanno interessando il Verona Rugby rappresentano senza dubbio un tema rilevante per il panorama sportivo locale. Tuttavia, secondo Pasetto, ridurre il futuro del Payanini a una questione di gestione o proprietà sarebbe una visione limitata. Il centro, infatti, viene descritto come una delle infrastrutture più significative del Nord Italia dedicate al movimento, alla salute e alla socialità.

Da qui nasce la proposta “Payanini 2040 – La città europea del movimento”: un progetto ambizioso che punta a trasformare l’area nel cuore della prima Blue Zone urbana d’Europa. Le Blue Zones, note a livello internazionale, sono quelle aree in cui la popolazione vive più a lungo e in migliori condizioni di salute, grazie a uno stile di vita basato su attività fisica, relazioni sociali, prevenzione e senso di comunità.

Secondo i promotori, sono proprio questi i fattori che determineranno il futuro delle città europee. Verona, in questo scenario, potrebbe assumere un ruolo di primo piano, diventando un laboratorio di innovazione legato al benessere e alla longevità.

Trasformare il Payanini

L’idea è quella di trasformare il Payanini in un vero e proprio campus aperto: uno spazio condiviso tra cittadini, scuole, università, associazioni e imprese. Un luogo in cui sport, ricerca, medicina preventiva, riabilitazione, formazione e innovazione possano convivere e generare valore. Non solo impianti da gestire, dunque, ma un ecosistema capace di produrre sviluppo economico e sociale.

Al centro della visione c’è la “sfida della longevità”. Entro il 2050, oltre un terzo della popolazione europea avrà più di 65 anni. Le città che sapranno rispondere a questa trasformazione, promuovendo salute e qualità della vita, saranno anche quelle più attrattive per investimenti, talenti e nuove opportunità.

Per avviare questo percorso, Area Liberal propone l’organizzazione degli “Stati Generali del Payanini”: un tavolo di confronto che coinvolga istituzioni, università, ULSS, associazioni sportive, imprese, terzo settore e cittadini. L’obiettivo non è affrontare l’emergenza del momento, ma costruire una visione condivisa per i prossimi vent’anni.

La proposta, sottolineano i promotori, non appartiene a una singola realtà o schieramento politico, ma all’intera città. La sfida è trasformare una fase complessa in un’opportunità di rilancio, facendo del Payanini il simbolo di una Verona capace di progettare il futuro.

“Dalla città dell’Arena alla città della longevità – afferma Giorgio Pasetto – Verona può guidare la prossima rivoluzione europea del benessere”.

In gioco non c’è soltanto il destino di un centro sportivo, ma l’identità stessa della città nei decenni a venire. Perché, come evidenziato nella proposta, il vero tema non è chi utilizzerà il Payanini domani, ma quale Verona si intende costruire per le generazioni future.