(di Francesca Romana Riello) Da Verona a Milano, l’arte ancestrale trova casa nel design: dalle sale di corso Sant’Anastasia ai salotti del design milanese. Giovedì 4 giugno la Meglioranzi Art Collection, realtà nata e cresciuta a Verona, approda nello showroom Pianca&Partners di via Porta Tenaglia come protagonista di uno degli appuntamenti di D.A.M.A., il progetto che intreccia arte, architettura, musica e design.
La mostra si intitola Arte Ancestrale: un viaggio alla scoperta di sé stessi e porta nel cuore di Milano una ricerca che Tiziano Meglioranzi ha costruito in oltre quarant’anni di studio, raccolta e approfondimento. Un percorso che parte da Verona e che oggi trova spazio in uno dei contesti più dinamici del panorama culturale e creativo italiano.

Quarant’anni di ricerca
Collezionista, studioso e divulgatore, Meglioranzi ha iniziato il proprio percorso nel 1981 con la fondazione di Artep, realtà specializzata nell’arte ancestrale e nelle culture tradizionali del mondo. Nel tempo il lavoro si è ampliato, intrecciando catalogazione, consulenza e attività espositiva, fino a dare forma alla Meglioranzi Art Collection.
Una realtà che ha costruito negli anni una propria autorevolezza nel settore, sviluppando relazioni con studiosi, collezionisti e appassionati ben oltre i confini italiani. Un percorso portato avanti senza rincorrere le mode del momento, ma mantenendo una linea di ricerca coerente e riconoscibile.
La tappa milanese rappresenta una nuova occasione per condividere questo patrimonio di conoscenze e di esperienze. Il filo conduttore è rimasto lo stesso fin dall’inizio: raccontare l’uomo attraverso le sue espressioni artistiche più profonde, quelle che parlano di identità, appartenenza, spiritualità e memoria.

Da Verona a Milano, l’arte ancestrale trova casa nel design
L’appuntamento si inserisce all’interno di D.A.M.A., iniziativa promossa da Pianca&Partners per creare occasioni di incontro tra linguaggi differenti. Lo showroom milanese si trasforma così in uno spazio aperto al confronto tra discipline che, pur partendo da prospettive diverse, condividono la capacità di osservare e interpretare il presente.
In questo contesto la proposta della collezione veronese trova una collocazione naturale. L’arte ancestrale, infatti, non viene presentata come testimonianza di un passato distante e immobile, ma come uno strumento per leggere temi che continuano a riguardare l’uomo contemporaneo.
La mostra invita il visitatore a rallentare lo sguardo e a confrontarsi con oggetti che portano con sé significati stratificati, costruiti nel tempo attraverso riti, credenze e tradizioni.

Le culture del mondo raccontate da Verona
In mostra maschere rituali, sculture e manufatti provenienti dall’Africa, dall’Oceania, dall’Alaska e dalle Americhe. Opere che raccontano culture, riti e visioni del mondo differenti e che Tiziano Meglioranzi ha raccolto nel corso di oltre quarant’anni di ricerca.
Non si tratta di una selezione costruita secondo criteri estetici o decorativi. Ogni pezzo custodisce una funzione precisa e un significato simbolico legato alla comunità che lo ha prodotto. Dietro ogni opera si intravedono storie, tradizioni e modi diversi di interpretare il rapporto tra uomo, natura e dimensione spirituale.
Per questo la mostra viene presentata come un viaggio. Un percorso che attraversa continenti e culture lontane ma che, allo stesso tempo, invita a una riflessione personale sul significato dell’identità e dell’appartenenza.
Dietro le opere esposte c’è il lavoro paziente di una vita fatta di incontri, approfondimenti, viaggi e relazioni costruite nel tempo con studiosi ed esperti di tutto il mondo. Un patrimonio che continua ad avere il proprio centro a Verona e che da Verona continua a dialogare con il panorama culturale internazionale.
L’inaugurazione è in programma alle 18 di giovedì 4 giugno e la mostra resterà visitabile fino al 31 luglio. Nella stessa serata è previsto anche un incontro dedicato al design e alla storia dell’isola veneziana di San Servolo con Luciano Marson.
Milano offre la vetrina. Verona porta una storia costruita in oltre quattro decenni di ricerca. Una storia che continua a crescere senza dimenticare il luogo da cui tutto è partito.

