Borchia attacca la Commissione europea
Ancora una volta l’Unione Europea dimostra di essere lontana dagli interessi degli italiani. Stavolta è la valutazione che la Commissione europea fa del sistema produttivo del Nord-Est che l’Europa indica come un freno alla produttività.
Paolo Borchia, eurodeputato veronese e capo delegazione della Lega a Bruxelles, a questa presa di posizione reagisce con decisione: “al contrario è il sistema diffuso di PMI e imprese familiari rappresenta uno dei punti di forza dell’economia italiana, in particolare nel Nord-Est, una delle aree chiave che contribuiscono a mantenere l’Italia tra le principali potenze manifatturiere europee e protagonista nell’export”.

Secondo Borchia, è “scandaloso” indicare le micro e piccole imprese come
Nel mirino dell’eurodeputato anche l’analisi che individua nel regime forfettario e nella frammentazione del sistema imprenditoriale alcune delle criticità strutturali del Paese. “Il modello produttivo del Nord-Est – evidenzia – genera ogni anno centinaia di miliardi di euro di valore e sostiene una quota decisiva delle esportazioni nazionali”. Solo il Veneto, aggiunge, esprime filiere manifatturiere di eccellenza che valgono decine di miliardi di export e oltre 34 miliardi di valore aggiunto.
Per Borchia, ritenere che la crescita passi necessariamente dalla concentrazione delle imprese significa non comprendere la specificità del modello italiano, dove molte eccellenze internazionali nascono proprio da piccole realtà capaci di innovare, esportare e adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.
L’esponente della Lega invita quindi la Commissione europea a spostare l’attenzione su quelli che definisce i veri ostacoli alla competitività: l’eccesso di burocrazia, il costo dell’energia, le difficoltà di accesso al credito e il peso della regolamentazione comunitaria.
“Le PMI italiane non hanno bisogno di nuove lezioni – conclude Borchia – ma di condizioni migliori per continuare a creare ricchezza, occupazione e innovazione. Giù le mani dalle imprese del Nord-Est: sono una forza per l’Italia e per l’Europa, non un limite alla produttività”.
