Pasetto: sarà un tema centrale delle elezioni 2027
In meno di 3 mesi sono state raccolte 3.000 firme a sostegno della Fondazione Bentegodi e del progetto per una nuova sede. Un risultato che, secondo il presidente della Fondazione, Giorgio Pasetto, supera le aspettative e testimonia il forte interesse della cittadinanza per il futuro di uno dei luoghi simbolo dello sport e dell’associazionismo veronese.
« È un messaggio forte e chiaro rivolto alle istituzioni e alla politica cittadina». Un traguardo reso possibile grazie al contributo dei cittadini che hanno aderito alla raccolta, dei volontari impegnati nella campagna e delle numerose realtà che hanno scelto di sostenere l’iniziativa.
Per la Fondazione, il risultato ottenuto dimostra come il destino della sede Bentegodi non riguardi soltanto il mondo sportivo, ma coinvolga l’intera comunità veronese. «È una questione che riguarda la storia, l’identità e la capacità della città di guardare al futuro senza disperdere il proprio patrimonio sociale e culturale», sottolinea Pasetto.

La raccolta firme viene interpretata come un chiaro segnale da parte dei cittadini, al quale ora la politica è chiamata a rispondere. Per questo motivo la Fondazione ritiene che il futuro della sede Bentegodi debba diventare uno dei temi qualificanti della prossima campagna elettorale in vista delle elezioni comunali della primavera 2027.
L’intenzione è quella di chiedere a tutti i candidati sindaco di esprimere pubblicamente la propria posizione sul progetto e di indicare quale visione abbiano per il futuro della struttura. «Verona merita un confronto trasparente e proposte concrete, non rinvii o silenzi», evidenzia il presidente.
La mobilitazione, tuttavia, non si ferma al traguardo raggiunto. La raccolta firme proseguirà anche nelle prossime settimane con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il coinvolgimento della cittadinanza.
Per la Fondazione Bentegodi, le 3.000 adesioni rappresentano infatti non solo un importante risultato, ma anche il punto di partenza di un percorso più ampio. «È l’inizio di una mobilitazione civica che vuole restituire alla Bentegodi il ruolo che merita nella vita della città», conclude Pasetto.
