A Verona 3 giorni di confronto internazionale sulla ricerca oncologica genomica. Dal 23 al 25 giugno il Palazzo della Gran Guardia ospita il convegno dell’International Cancer Genome Consortium, che riunisce scienziate e scienziati provenienti da tutto il mondo per fare il punto sui risultati e sulle prospettive del progetto ARGO (Accelerating Research in Genomic Oncology).
Nato nel 2008, l’ICGC è considerato una delle più importanti collaborazioni scientifiche nel campo della medicina. Il consorzio ha coordinato a livello globale la caratterizzazione genomica dei tumori umani, coinvolgendo centinaia di istituzioni, università e centri clinici internazionali. L’analisi di migliaia di genomi tumorali ha consentito di individuare le mutazioni genetiche alla base di numerose forme di cancro, aprendo la strada alla medicina di precisione e a terapie sempre più personalizzate.
L’eredità di questo lavoro prosegue oggi con ICGC-ARGO, un programma che punta a integrare dati genomici e clinici su larga scala attraverso l’analisi uniforme di campioni provenienti da circa 100 mila pazienti. L’obiettivo è migliorare ulteriormente prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie oncologiche, grazie a una maggiore comprensione dei meccanismi biologici che regolano lo sviluppo dei tumori.

Tra i protagonisti del progetto c’è Verona, che dal 2010 rappresenta l’Italia nell’International Cancer Genome Consortium attraverso ARC-Net, il centro di ricerca dell’Università di Verona diretto da Aldo Scarpa, direttore del Dipartimento di Diagnostica e Salute Pubblica dell’ateneo e dell’Anatomia e Istologia Patologica dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata.
La scienza punta sulla genomica
Il contributo veronese è stato determinante nei principali programmi internazionali di mappatura del genoma del cancro, favorendo nuove strategie di diagnosi precoce e medicina personalizzata. “L’International Cancer Genome Consortium è una pietra miliare nella storia della medicina moderna – spiega Scarpa –. Per portata e rilevanza, molti esperti considerano l’ICGC l’equivalente, nel campo del cancro, del Progetto Genoma umano. Le sue attività hanno aperto una nuova era nella comprensione delle malattie complesse, dimostrando come l’integrazione tra genomica, bioinformatica e pratica clinica possa tradursi in benefici concreti per la salute pubblica”.
“In un contesto internazionale in continua evoluzione, il consorzio ICGC-ARGO rinnova la propria missione di contribuire al miglioramento della cura dei pazienti oncologici attraverso la creazione di un patrimonio condiviso di dati e conoscenze a beneficio della comunità scientifica”, aggiunge Rita Lawlor, docente dell’Università di Verona e coorganizzatrice del convegno.
La scelta di Verona come sede dell’evento conferma il ruolo di primo piano raggiunto dalla città nella ricerca oncologica genomica. Non è la prima volta che il capoluogo scaligero ospita il congresso internazionale dell’ICGC: era già accaduto nel 2015 e nel 2022. L’edizione 2026 rappresenta quindi un ulteriore riconoscimento per una realtà scientifica che continua a distinguersi a livello mondiale nella lotta contro il cancro, contribuendo allo sviluppo di nuove conoscenze e migliori prospettive di cura per milioni di pazienti.
