L’allarme
(di Francesca Romana Riello) Farmaci, il caldo non perdona : c’è chi lascia i medicinali nell’auto mentre fa una commissione, chi li tiene tutto l’anno nell’armadietto del bagno e chi, appena le temperature salgono, li sposta tutti in frigorifero. Sono abitudini diffuse, spesso fatte in buona fede. Eppure, con il caldo di queste settimane, possono compromettere l’efficacia di una terapia.
L’ondata di afa che sta investendo ormai da diversi giorni anche il territorioVeronese porta con sé un problema di cui si parla poco. Alcuni farmaci, se conservati male, possono perdere le loro proprietà e, in determinate situazioni, diventare persino dannosi. Per questo Federfarma Verona invita a non sottovalutare un aspetto che riguarda migliaia di persone, soprattutto chi assume medicinali ogni giorno.
Per diversi prodotti bastano pochi giorni sopra i 25 gradi perché inizino a deteriorarsi. Da qui l’invito a controllare sempre le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo e a rispettare le modalità di conservazione previste.
Tra i medicinali più delicati rientrano antibiotici, insulina, anticoagulanti, analgesici, sedativi, antiepilettici e alcuni farmaci utilizzati nella cura delle malattie cardiache, dell’asma e delle allergie.
Farmaci, il caldo non perdona
La prima reazione, spesso, è quella sbagliata. Mettere tutto in frigorifero non è la soluzione. Anzi. Alcuni medicinali risentono anche delle basse temperature e rischiano di deteriorarsi proprio lì.
Le formulazioni liquide sono le più esposte. Sciroppi, gocce e sospensioni sopportano meno gli sbalzi termici e il caldo può alterarne la composizione, anche quando dall’esterno la confezione sembra perfettamente normale.
«Se il farmaco cambia colore, sapore o consistenza, oppure presenta particelle sul fondo, è bene portarlo in farmacia per una verifica. Ma attenzione: può deteriorarsi anche senza mostrare alterazioni evidenti», spiega Gianmarco Padovani, vicepresidente di Federfarma Verona.
Conta anche dove vengono conservati. Il bagno e la cucina sono tra i luoghi peggiori, a causa dell’umidità e delle continue variazioni di temperatura. Molto meglio scegliere un punto fresco della casa, lontano da fonti di calore.
Quando è possibile, aggiunge Padovani, capsule e compresse rappresentano una scelta più sicura rispetto alle formulazioni liquide, generalmente più vulnerabili durante i mesi estivi.

Dalla casa alla valigia
Con l’arrivo delle vacanze i farmaci iniziano a viaggiare insieme a noi. Ed è proprio durante gli spostamenti che gli errori aumentano.
Lasciare una confezione sul sedile dell’auto, anche solo per il tempo di una sosta, può essere sufficiente a comprometterne la qualità. Per i medicinali più sensibili una borsa termica è una precauzione semplice, ma spesso decisiva.
Lo stesso vale per i farmaci destinati alla tiroide, i contraccettivi e gli altri medicinali che contengono ormoni, particolarmente sensibili alle alte temperature. Prima di partire, osserva Padovani, vale la pena chiedere qualche consiglio in farmacia su come trasportarli.
C’è poi un altro comportamento che i farmacisti incontrano con frequenza durante l’estate. Alcuni pazienti, soprattutto chi segue una terapia contro l’ipertensione, vedendo la pressione abbassarsi decidono di modificare autonomamente dosi o orari di assunzione.
«Solo il medico può cambiare terapia o posologia», ricorda il vicepresidente di Federfarma Verona. «Modificare autonomamente una cura è una scelta che può avere conseguenze importanti.»
Il resto viene quasi di conseguenza. Internet, i social o il consiglio dell’amico non possono sostituire il confronto con un professionista. Dietro ogni terapia c’è una storia clinica diversa e quello che funziona per una persona può rivelarsi sbagliato, se non addirittura rischioso, per un’altra.
