(di Francesca Romana Riello) Province, il trasporto pubblico apre il confronto:il primo appuntamento assembleare di UPI Veneto con Flavio Pasini alla presidenza è ruotato soprattutto attorno alla riforma del trasporto pubblico locale. Nella Loggia di Fra’ Giocondo si sono ritrovati i sei presidenti delle Province venete insieme all’assessore regionale ai Trasporti Diego Ruzza, chiamato a fare il punto sul percorso avviato dalla Regione.

Il tema è quello dei nuovi bacini territoriali, destinati a sostituire gli attuali enti di governo del trasporto pubblico. Da quei bacini nasceranno le future agenzie regionali che gestiranno il servizio. Le Province, in questo passaggio, sono chiamate a fare da cerniera tra Venezia e i territori.

Il confronto arriva dopo che, nei giorni scorsi, ciascuna Provincia ha inviato alla Regione le proprie proposte sugli ambiti ritenuti più adatti. L’obiettivo resta quello già indicato da Palazzo Balbi: arrivare a quattro bacini omogenei sui quali costruire il nuovo sistema.

Province, il trasporto pubblico apre il confronto
Diego Ruzza e Flavio Pasini

Il punto sull’associazione

Accanto al capitolo trasporti, l’assemblea è servita anche ad approvare il Conto consuntivo 2025 e il Bilancio di previsione 2026 di UPI Veneto. Un passaggio formale, ma utile anche per fare il punto sull’attività svolta dall’associazione nell’ultimo anno.

La discussione si è poi spostata sul futuro delle Province. Pasini, che oltre a presiedere Palazzo Scaligero è vicepresidente vicario nazionale di UPI, ha aggiornato i colleghi sul confronto aperto con il Governo per rimettere mano ad alcuni aspetti della legge Delrio.

Le richieste sono note: riportare la disciplina delle Province nel Testo unico degli enti locali, allineare la durata dei mandati di presidenti e consigli provinciali e consentire la nomina di tre assessori che affianchino il presidente nell’attività amministrativa.

Per UPI è un primo passo verso una riforma più ampia. L’idea è dare maggiore continuità a enti che, negli ultimi dieci anni, hanno visto cambiare competenze, risorse e organizzazione più di una volta, senza però trovare un assetto definitivo.

Tra le proposte resta anche il rafforzamento delle funzioni provinciali, il riconoscimento del lavoro svolto a supporto dei Comuni, il consolidamento delle Stazioni uniche appaltanti e il ritorno all’elezione diretta di presidente e consiglio provinciale.

C’è poi il tema delle risorse. Le Province chiedono di poter contare su una programmazione finanziaria più stabile, così da pianificare gli investimenti senza rincorrere le scadenze annuali. Le priorità, anche in Veneto, restano la manutenzione delle scuole superiori e quella della rete stradale.

Nel corso della riunione è stato fatto anche il punto sulle ultime novità legislative. Tra queste la proroga fino al 2027 della norma che permette a tutti i sindaci in carica di candidarsi alla presidenza della Provincia, senza il limite dei diciotto mesi residui di mandato previsto dalla legge Delrio.

Dal primo gennaio 2027 verranno meno anche alcuni dei vincoli introdotti nel 2014, che finora impedivano alle Province di accendere mutui per alcune tipologie di intervento e limitavano le spese per comunicazione istituzionale, relazioni pubbliche e rappresentanza.

Province, il trasporto pubblico apre il confronto

Province, il trasporto pubblico apre il confronto

«Questa Assemblea rappresenta un momento importante di confronto tra tutte le Province venete», ha commentato Pasini. «Abbiamo ribadito la necessità di rafforzare il ruolo delle Province perché possano svolgere pienamente la loro funzione di coordinamento del territorio e di supporto ai Comuni. Dalla riforma del trasporto pubblico agli investimenti sulle scuole e sulle infrastrutture servono istituzioni solide, risorse adeguate e un quadro normativo stabile. Continueremo a lavorare con Regione, Governo e UPI nazionale per dare risposte ai territori».

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