(t.b.) Abito in prossimità di Ponte Garibaldi e sento il bisogno di esprimere il mio crescente disappunto per la trasformazione della viabilità che sta interessando Verona attraverso la realizzazione delle nuove piste ciclabili.
Sono favorevole all’uso delle bicicletta
Premetto subito una cosa: sono favorevole all’utilizzo della bicicletta. Ritengo giusto incentivare forme di mobilità sostenibile che possano contribuire a ridurre il traffico e l’inquinamento. Tuttavia, come in tutte le cose, credo che il buon senso e la misura debbano guidare le scelte amministrative. Ed è proprio questo equilibrio che, oggi, sembra mancare.

Ma certe ciclabili sono poco utili e altre perfino dannose
In diversi punti della città le piste ciclabili appaiono poco utili, talvolta persino dannose. Alcune vengono interrotte improvvisamente, senza una reale continuità progettuale, lasciando cittadini e ciclisti disorientati e facendo sorgere dubbi sull’effettiva logica della loro realizzazione.
Anche i cordoli in cemento che separano la carreggiata dalla pista ciclabile pongono problemi di sicurezza: rappresentano un pericolo sia per gli automobilisti, che rischiano di danneggiare le ruote, sia per motociclisti e ciclisti stessi, che in caso di caduta potrebbero riportare conseguenze molto gravi.
Il caso di viale Nino Bixio e la comunicazione con l’ospedale
La riflessione che più mi preme riguarda però quanto sta accadendo in via Nino Bixio, storica arteria di Borgo Trento che collega Ponte Garibaldi e quindi il centro storico con l’ospedale. Si tratta di una strada fondamentale per la viabilità cittadina, non solo per il traffico ordinario ma anche per garantire collegamenti rapidi verso il pronto soccorso e le principali vie di uscita dalla città.

Così Borgo Trento sarà congestionata
La nuova organizzazione della circolazione, oltre a congestionare inevitabilmente il traffico eliminando il doppio senso di marcia, appare contraria a ogni logica funzionale. Il senso unico previsto va infatti dall’ospedale verso il centro storico e non viceversa. Sarebbe stato invece più razionale consentire un flusso veloce in direzione dell’ospedale, soprattutto per agevolare il rientro dei mezzi di soccorso al pronto soccorso.
Una scelta che appare difficile da comprendere e che rischia di creare forti disagi proprio in una delle zone più delicate della città dal punto di vista sanitario e viabilistico.

La circolazione di Verona una città sempre più difficile
La sensazione diffusa tra molti cittadini è che si stia costruendo una Verona sempre più difficile da attraversare: una città nella quale entrare è semplice, ma dalla quale uscire diventa complicato a causa di traffico, sensi unici e restringimenti continui della carreggiata.
La domanda allora sorge spontanea: valeva davvero la pena realizzare così tante piste ciclabili? Esiste realmente una domanda tale da giustificare interventi tanto invasivi? E soprattutto: quale idea di città stiamo costruendo per il futuro del nostro centro storico?
Negli ultimi anni la vita economica, lavorativa e sociale si è progressivamente spostata verso quartieri come San Zeno, Borgo Trento e Veronetta, impoverendo il cuore storico di Verona, un tempo vivace e pulsante.
Abbiamo perso la Banca, abbiamo perso la Cattolica, e oggi rischiamo di perdere anche il centro storico.
