(di Francesca Romana Riello) Michele Tinazzi guida la svolta sui disturbi motori funzionali:tremori, perdita di forza, difficoltà a camminare. Sintomi che possono ricordare malattie neurologiche ben note ma che, in molti casi, hanno un’origine diversa e per anni sono rimasti in una terra di mezzo: reali per chi li viveva, difficili da spiegare per la medicina. Oggi il quadro è cambiato e Verona è diventata uno dei centri italiani più avanzati nello studio dei disturbi motori funzionali. A confermarlo c’è anche l’elezione di Michele Tinazzi, direttore della Neurologia B del Policlinico di Borgo Roma, alla presidenza della Functional Neurological Disorder Society, la principale società scientifica internazionale dedicata a queste patologie.

La ricerca

Il reparto si occupa di questi pazienti da oltre dieci anni e, nel frattempo, ha ottenuto tre importanti finanziamenti per la ricerca. I disturbi motori funzionali possono manifestarsi con tremori, perdita di forza, difficoltà nella deambulazione, movimenti involontari o distonie. Sintomi spesso invalidanti che, però, non dipendono da lesioni del sistema nervoso rilevabili agli esami.

Per molto tempo proprio l’assenza di un danno organico evidente ha reso difficile riconoscere queste condizioni. Erano considerate soprattutto di natura psicologica. Negli ultimi anni, invece, la ricerca ha cambiato prospettiva, passando a un modello biopsicosociale che tiene insieme aspetti neurologici, psicologici e comportamentali. È cambiato così anche il modo di formulare la diagnosi e di accompagnare il paziente nel percorso di cura.

Michele Tinazzi guida la svolta sui disturbi motori funzionali
da sx Chiara Leardini Magnifica Rettrice dell’università di Verona, prof Michele Tinazzi direttore Uoc Neurologia B, prof.ssa MariaLuisa Gandolfi medico fisiatra Dipartimento Neuroscienze, Paolo Petralia direttore generale Aoui Verona

Michele Tinazzi guida la svolta sui disturbi motori funzionali

I disturbi neurologici funzionali rappresentano oggi fino al 20 per cento delle prime visite neurologiche ambulatoriali. Colpiscono soprattutto tra i 35 e i 50 anni, con una prevalenza femminile, e possono limitare in modo significativo l’autonomia nella vita quotidiana e sul lavoro. In Veneto si stima che i pazienti siano tra i quattro e i cinquemila.

Tra le manifestazioni più frequenti ci sono paresi, tremore, distonia e disturbi della marcia. A questi si associano spesso fatica cronica, dolore, insonnia, ansia, depressione o attacchi di panico. Non è raro che il quadro venga confuso con altre patologie neurologiche, in particolare con la sclerosi multipla. Ed è proprio qui che si concentra una parte del lavoro dell’équipe di Borgo Roma.

La diagnosi nasce dall’integrazione tra valutazione clinica, biomarcatori e tecniche avanzate di neuroimaging, con l’obiettivo di distinguere i disturbi funzionali dalle malattie neurologiche organiche. Una volta individuato il problema, il trattamento punta soprattutto sulla riabilitazione neuro-motoria, affiancata da un percorso psicologico, esercizi personalizzati anche a domicilio e strumenti di telemedicina. L’obiettivo è permettere al paziente di recuperare il controllo del movimento e una migliore qualità di vita.

I finanziamenti e il riconoscimento internazionale

Il progetto principale, finanziato dal Ministero della Salute con 500 mila euro, durerà tre anni e punta a migliorare diagnosi, prognosi e percorsi riabilitativi nei pazienti con disturbi motori funzionali, anche quando convivono con la sclerosi multipla. A questo si affiancano un secondo progetto ministeriale dedicato alla sclerosi multipla e un finanziamento della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.

Attorno alla Neurologia B lavora un gruppo multidisciplinare formato da neurologi, fisiatri, fisioterapisti e psicologi che coordina un Registro nazionale condiviso con altri 25 centri italiani. Ogni anno il centro prende in carico circa duecento pazienti e due su tre arrivano da fuori regione, un dato che racconta meglio di molti numeri il ruolo assunto dal Policlinico di Borgo Roma in questo settore.

Anche dal punto di vista economico i risultati sono significativi. Un’analisi realizzata insieme al Dipartimento di Management dell’Università di Verona mostra che una diagnosi corretta e una presa in carico precoce riducono sensibilmente i costi sanitari: la spesa media per paziente passa da circa 4.400 a 1.400 euro, mentre quella per le ospedalizzazioni scende da 2.600 a meno di 500 euro.

«Il nostro vero avanzamento non è stato tecnologico, ma culturale», osserva Tinazzi. «Per anni questi disturbi venivano considerati soprattutto di natura psichiatrica. Oggi sappiamo che questi pazienti soffrono di una condizione reale. Con una diagnosi corretta e un approccio multidisciplinare possiamo offrire loro un percorso di cura efficace e migliorare concretamente la qualità della vita.»

Michele Tinazzi guida la svolta sui disturbi motori funzionali
Al centro il prof Michele Tinazzi all’elezione a presidente a Baltimora