L’assemblea

(di Francesca Romana Riello) Le Banche di credito cooperativo venete chiudono il 2025 con i conti in crescita e rilanciano il proprio ruolo nell’economia dei territori. Utili in aumento, più credito a famiglie e imprese e una raccolta complessiva che supera i 31 miliardi di euro sono i numeri presentati ieri nell’assemblea pubblica della Federazione Veneta Bcc, ospitata a Villa Foscarini Rossi di Stra. L’incontro ha riunito amministratori, rappresentanti delle istituzioni e del sistema cooperativo per fare il punto sull’andamento del settore e sulle prospettive dei prossimi anni.  

Il tema scelto, “Dal Cantico delle Creature all’Economia Sociale”, è stato il filo conduttore della giornata, anche se il confronto è andato ben oltre il richiamo ai valori francescani. Al centro sono finite le sfide che attendono il credito cooperativo e la capacità delle banche locali di continuare a sostenere famiglie, imprese e comunità in una fase economica che resta complessa.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Federazione Veneta Bcc, Flavio Piva, che ha richiamato il valore della mutualità come tratto distintivo del sistema cooperativo. «Non esiste sviluppo senza relazioni e non esiste crescita duratura senza attenzione alle persone», ha detto, ricordando come le Bcc continuino a operare dentro le comunità mantenendo saldo il rapporto con il territorio.  

Sono intervenuti anche il presidente di Federcasse Augusto Dell’Erba, il presidente della Federazione Nord Est Lorenzo Liviero e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, che si è soffermato sul ruolo delle banche cooperative nell’accompagnare gli investimenti delle imprese attraverso gli strumenti regionali dedicati alla crescita e all’innovazione.  

Le Bcc venete crescono e rafforzano il legame con il territorio
Il presidente della Federazione Veneta BCC Flavio Piva

Le Bcc venete continuano a crescere

L’assemblea è stata anche l’occasione per presentare il bilancio aggregato delle nove Bcc associate alla Federazione. Numeri che arrivano in un contesto segnato dalla riduzione dei tassi di interesse e dalla conseguente compressione dei margini bancari, ma che confermano un andamento positivo.

L’attivo complessivo ha raggiunto i 23,1 miliardi di euro, in crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente. Ancora più marcato l’aumento degli impieghi alla clientela, saliti del 4,6% fino a quota 18,5 miliardi di euro, un risultato superiore alla media del mercato che conferma, secondo la Federazione, la vicinanza del credito cooperativo all’economia reale.  

Continua a crescere anche la fiducia di soci e risparmiatori. La raccolta diretta ha raggiunto 18,9 miliardi di euro, quella indiretta ha superato 12,5 miliardi, portando la raccolta complessiva oltre 31,4 miliardi di euro, con un incremento del 6,6% rispetto al 2024.  

Si rafforza, infine, anche la struttura patrimoniale delle banche associate. Il patrimonio netto aggregato ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro, in crescita di oltre il dieci per cento, mentre il Cet1 ratio medio sale al 28,41%, un livello che colloca il sistema cooperativo veneto tra i più solidi del panorama nazionale.  

Per Piva sono proprio le comunità a dare significato ai numeri. «Dietro questi risultati ci sono famiglie, imprese e associazioni che ogni giorno scelgono le nostre banche», ha osservato, sottolineando come la crescita degli impieghi e il rafforzamento patrimoniale dimostrino la capacità del modello cooperativo di continuare a creare valore senza perdere il legame con il territorio.  

Le Bcc venete crescono e rafforzano il legame con il territorio
l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci

Dalle scuole alle comunità

La giornata ha riservato spazio anche ai progetti dedicati ai più giovani. Tra questi “Finanza Pocket”, il percorso di educazione finanziaria promosso dalla Federazione Veneta Bcc in quindici istituti superiori del Veneto, concluso con la premiazione delle scuole che si sono distinte nella presentazione di proposte dedicate al proprio territorio.  

Non sono mancati gli interventi dedicati ai temi dell’economia sociale. Fra Danilo Salezze ha proposto una riflessione sull’idea di “economia fraterna”, mentre il direttore generale di Federcasse Sergio Gatti ha ripercorso l’evoluzione del credito cooperativo, dalle radici della tradizione mutualistica fino alle più recenti politiche europee. La direttrice della Federazione Veneta Daniela Galante ha invece delineato le prospettive dell’organizzazione, indicando nella collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità locali uno dei principali assi di sviluppo per i prossimi anni.  

Il messaggio emerso dall’assemblea, in fondo, è rimasto lo stesso per tutta la giornata: accanto ai risultati economici, il credito cooperativo continua a misurare la propria forza nella capacità di restare vicino ai territori. È su questo equilibrio tra solidità dei conti e presenza nelle comunità che le Bcc venete puntano a costruire la prossima fase della loro crescita.  

Le Bcc venete crescono e rafforzano il legame con il territorio
Momento dell’intervento del presidente della Federazione Veneta BCC Flavio Piva