(Claudio Beccalossi) Mamma mia, che malinconia constatare un vicolo Miracoli, minuscola arteria nel cuore di Verona che sbuca in corso Cavour, nella decadenza. La targa toponomastica andrebbe cambiata in “vicolo Miracoli Falliti”, considerata l’incuria avvilente che lo riguarda.
I Gatti di Vicolo Miracoli
E non consolano (a chi ne sia a conoscenza) i vecchi, nostalgici richiami sempreverdi al gruppo de I Gatti di Vicolo Miracoli (Jerry Calà, Umberto Smaila, Franco Oppini e Nini Salerno nella formazione classica, scrematura della prima compagine cabarettistico-musicale appartenente all’allora Liverpool d’Italia scaligera, con Gianandrea Gazzola, Spray Mallaby, Umberto Smaila, Nini Salerno e Franco Oppini), attivi insieme dal 1971 al 1985, a cui presero in prestito il nome per lanciarsi verso il mondo dello spettacolo (mitico Derby Club milanese docet), dapprima da squattrinati e, poi, baciati dal successo, soprattutto individuale.

I cosiddetti miracoli (eufemismo di quanto era lì presente nel passato, dispiacere e godimento, esborso e piacere, ufficio delle tasse e bordello) sono ormai morti e sepolti, nell’eutanasia di storia e leggenda che i contemporanei indifferenti non sanno o non vogliono valorizzare, preservare, trasmettere ai posteri.
Ed ora il degrado, come al solito lasciato correre nell’impunità, imperversa nel vicolo, alla mercé dell’ignoranza antagonista di turno che deturpa ed oltraggia il bene comune e privato.

Povero vicolo, amabile budello d’una certa Verona retrò e romantica di ieri che s’è arresa agli oltraggi di questi nuovi barbari travestiti da attivisti paranoici del progressismo e da alfieri psicopatici dell’eterno antifascismo militante accostato alla deflagrazione Pro-Pal.
Vicolo Miracoli oggi?

Nell’obbrobrio del vandalismo pseudo grafico. Geroglifici su pregiate porte in legno, scritta sarcastico-offensiva ispirata alla saga di Harry Potter (“Siete tutti dei mangia morti!”), “VR ANTIFA (con le A cerchiate anarchiche)! NON UNA DI MENO”, angoli di sfogo di bisogni corporali (col dileggio conseguente su pareti), grondaie marchiate da adesivi a tema, frasi multicolor su murature esterne e su scarabocchi precedenti lasciati da attivisti rivali/nemici, volgarità esternate nero su bianco, immancabile falce & martello, invito “Fate i bravi…” (minaccia?) rivolto da chi a chi?
Tutto ciò ed altro, in un’agonia da viale del tramonto di hollywoodiana memoria… Routine del degrado eversivo ignorato?
