Tre giovani atleti dell’ASD King Rock Climbing vestiranno la maglia azzurra ai Mondiali Giovanili di Lead e Boulder, in programma dal 18 al 25 luglio ad Arco, in Trentino. A rappresentare la società veronese nella rassegna internazionale saranno Pietro Franzoni, Carolina Gradaschi ed Emma Gregorotti, talenti cresciuti nel vivaio del club e ormai stabilmente tra i protagonisti dell’arrampicata giovanile italiana.
Alla vigilia dell’appuntamento mondiale, l’allenatore Luca Bertacco ha tracciato il bilancio di una stagione ricca di risultati, sottolineando il percorso di crescita dell’intero gruppo.
«Il bilancio complessivo della squadra è assolutamente positivo», spiega Bertacco. La King Rock Climbing ha infatti conquistato il premio come migliore squadra d’Italia al termine del circuito nazionale, un riconoscimento che testimonia la qualità del lavoro svolto dalla società e dagli atleti.

Importanti anche i risultati individuali dei tre convocati in Nazionale. Pietro Franzoni ha chiuso al primo posto la classifica finale della Coppa Europa Boulder, salendo sul podio in ogni gara del circuito. Carolina Gradaschi ha raggiunto la semifinale europea, mentre Emma Gregorotti ha ottenuto il secondo posto al Campionato Italiano Lead, confermandosi tra le giovani più promettenti della disciplina.
Secondo Bertacco, il segnale più significativo della stagione è stato però la crescita collettiva del gruppo. «Non ci sono soltanto i tre ragazzi convocati ai Mondiali – sottolinea – dietro di loro c’è una squadra intera che sta facendo un percorso importante».
In vista della competizione iridata, gli atleti arrivano ad Arco in buone condizioni fisiche e mentali. «Abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare. Il lavoro più importante è stato completato e i ragazzi sono pronti», spiega il tecnico, evidenziando come Pietro, Carolina ed Emma siano consapevoli delle proprie capacità e pronti ad affrontare la sfida.
La preparazione per un Mondiale ha richiesto un lavoro specifico, soprattutto per quanto riguarda la versatilità tecnica. Carolina ed Emma gareggeranno sia nel Boulder sia nella Lead, mentre per Pietro la scelta è stata quella di concentrarsi sul Boulder, disciplina nella quale il team ritiene possa ambire a un risultato di prestigio.
Tra gli aspetti più curati dagli allenatori Bertacco e Roberto Franzoni c’è stata soprattutto la capacità di adattamento a diversi stili di arrampicata, con allenamenti in numerose palestre europee tra Austria, Francia e Slovenia.
«Ogni ragazzo ha caratteristiche proprie che lo rendono forte», racconta Bertacco. Emma si distingue per forza caratteriale e istinto, mentre Pietro e Carolina sono molto perfezionisti, precisi e attenti ai dettagli: qualità che hanno permesso loro di crescere costantemente negli anni.
Nonostante l’arrampicata sia uno sport individuale, dove l’atleta affronta da solo la parete, il tecnico sottolinea l’importanza del gruppo. «Il gruppo è fondamentale perché ti stimola a non accontentarti mai e a cercare continuamente di migliorare», afferma.
Il Mondiale di Arco rappresenterà inoltre un’occasione speciale: gareggiare in Italia, in una delle capitali mondiali dell’arrampicata, potrà essere un vantaggio per gli atleti veronesi. «Non credo rappresenti una pressione, anzi penso sia un vantaggio – spiega Bertacco – perché i ragazzi conoscono la struttura e l’ambiente».
Per il futuro della società, la filosofia resta quella di una crescita continua. «Cerchiamo nuovi stimoli, nuove idee e nuovi metodi di lavoro, evitando di fossilizzarci su quello che è sempre stato fatto», sottolinea l’allenatore.
L’obiettivo per i Mondiali è ambizioso: portare tutti e tre gli atleti almeno in finale e permettere loro di esprimere il massimo delle proprie possibilità. «La cosa più importante sarà uscire dalla gara consapevoli di aver dato tutto», conclude Bertacco.
