Con il divieto Verona rischia un passo indietro sulla mobilità sostenibile
La scelta del Comune di Verona di escludere i monopattini elettrici dal prossimo bando per il servizio di sharing, riservandolo esclusivamente alle biciclette, suscita la contrarietà di Legambiente Verona, che invita l’amministrazione a ripensare la decisione.
L’associazione riconosce le difficoltà legate alle nuove norme nazionali su casco e assicurazione, ai problemi di sosta irregolare dei mezzi e all’occasione offerta dal rinnovo del contratto per riorganizzare il servizio. Tuttavia, ritiene che eliminare i monopattini significhi privare i cittadini di un’opzione di mobilità rapida e sostenibile, con possibili ricadute negative sulla qualità dell’aria.

Secondo Legambiente, in una città come Verona, dove la maggior parte degli spostamenti urbani è inferiore ai 5 chilometri e 1 viaggio su 3 non supera i 2 chilometri, è fondamentale offrire una pluralità di alternative all’automobile. I dati dell’indagine “Mi muovo con stile”, realizzata con Dott, mostrano infatti che il 74% degli utenti dei monopattini sharing è residente, il 19% pendolare e oltre l’80% è composto da lavoratori e studenti. Per il 65% degli intervistati il principale vantaggio del monopattino è il risparmio di tempo, mentre la maggioranza sostiene anche il potenziamento delle piste ciclabili e del trasporto pubblico.
Per l’associazione, l’eliminazione del servizio rischia quindi di spingere una parte degli utenti verso la bicicletta, ma un’altra a tornare all’uso dell’auto privata.
Più che vietare regolamentare
Legambiente propone invece un modello di regolamentazione più rigoroso, con postazioni di sosta obbligatorie, incentivi per gli abbonati al trasporto pubblico, campagne informative sull’uso corretto dei mezzi e sanzioni per chi non rispetta le regole.
«La scelta di togliere un mezzo alternativo come il monopattino è per noi un passo indietro – afferma il presidente di Legambiente Verona, Andrea Gentili –. Ogni volta che si elimina un’alternativa all’automobile, qualcuno torna a usare l’auto. Chiediamo al Comune di distinguere tra i problemi del servizio, che possono essere corretti, e il valore del servizio stesso, che una volta perso è difficile recuperare».
