Che, dopo la ristrutturazione in corso, sarà la nuova sede dell’Agenzia delle Entrate

(Claudio Beccalossi) Incredibile vandalismo graffitaro esposto come stomachevole “collettiva” in via Torretta (tra le vie Tomaso da Vico e Porta Catena, nel rione di San Zeno).

Via Torretta. 7

La grave deturpazione, procurata con scritte e scarabocchi dai soliti associati ad imbrattare (a cui si sono aggiunti pro-palomani e free-gazisti dello stesso tenore vandalico) sempre in molesta attività, coinvolge loro malgrado edifici antistanti all’esterno laterale della storica caserma dei bersaglieri “Alberto Riva di Villasanta” (poi adibita ad officina per la riparazione degli automezzi militari) che, durante il potere austriaco, costituì la caserma erariale di fanteria “Catena” o Aerarialcaserne Catena. 

Via Torretta. 1

Il suo cronologico parte dalla costruzione del nucleo originario e dell’ala nord tra il 1644 ed il 1645 (su commissione del provveditore delle Repubblica Veneta, il marchese Spinetta Malaspina) e si completa con l’ampliamento delle parti est ed ovest (tra la seconda metà del XVII secolo e la prima del XVIII secolo), l’innalzamento d’un piano ed il probabile inserimento del braccio sud nel 1761 (sempre sotto La Serenissima, interventi menzionati da una lapide posta nel cortile). 

Dopo il riassetto e l’espansione con una fiancata nuova a nord, attuati negli anni 1838-1840 dalla k. k. Genie-Direktion Verona (allora agli ordini dell’ingegner Johann von Hlavaty) dei sopravvenuti dominanti asburgici, in attesa della costruzione e dell’effettiva messa in opera del nuovo Ospedale di Guarnigione (Garnisons Spital) di Santo Spirito, sorto tra il 1852 ed il 1856, la caserma fu adattata, nel periodo 1847-1859, in ospedale militare capiente di 292 posti per ritrovare, in seguito, funzioni di caserma.

Via Torretta. 3

Dedicata all’ultimo caduto italiano nella Prima guerra mondiale

Passato al Regno d’Italia, il complesso (dal compendio demaniale integrato dal Bastione di Spagna e dalla Polveriera asburgica) fu intitolato al sottotenente dell’8° Reggimento Bersaglieri Alberto Riva (di?) Villasanta o Villa Santa (Cagliari, 20 agosto 1900 – Paradiso, frazione del comune di Pocenia, in provincia di Udine, 4 novembre 1918), decorato di Medaglia d’oro alla memoria e di Medaglia d’argento al valor militare per i suoi atti di eroismo nella Grande Guerra. Colpito da una mitragliatrice nemica, fu l’ultimo militare italiano a morire in quel conflitto. I suoi resti giacciono nel Sacrario Militare di Redipuglia.

Caserma di Villasanta. 2

La caserma di Benito Mussolini bersagliere

Una nota informativa in più. Il 30 dicembre 1904, venne assegnato per la leva al 10° Reggimento bersaglieri di Verona (di stanza dapprima a Castelvecchio e poi proprio lì, nell’allora Caserma erariale “Catena” poi chiamata Caserma “Alberto Riva di Villasanta”) il tale Benito Mussolini (anzi, Benito Amilcare Andrea Mussolini, Dovìa di Predappio, Forlì-Cesena, 29 luglio 1883 – Giulino di Mezzegra, Como, 28 aprile 1945). 

Mussolini bersagliere
Mussolini bersagliere

Usufruì poco tempo dopo d’una licenza per stare accanto alla madre morente Rosa Maltoni (San Martino in Strada, Forlì-Cesena, 22 aprile 1858 – Predappio, Forlì-Cesena, 19 febbraio 1905). Rammentò poi a freddo: “Una mattina il capitano Simonotti Achille della mia compagnia, mi chiama e dice: «È giunto per voi un telegramma urgente». Glielo strappo di mano e leggo: «Mamma aggravatissima. Vieni»”. E Benito, con comprensibile ansia, si recò a Predappio il 17 febbraio 1905 per assistere la madre, assieme ai familiari, nelle ore d’agonia.   

Venne congedato il 4 settembre 1906 e, del periodo da bersagliere a Verona, conservò sempre memoria nostalgica, esternata anche in occasioni ufficiali. Come quando, nel 1924, durante la visita ad una caserma romana dei bersaglieri, si lasciò andare ancora al rimpianto: «Tutte le volte che mi accade di incontrare un reparto di bersaglieri e sento squillare le trombe che suonano la nostra caratteristica marcia, nel mio animo si alternano i sentimenti di melanconia e di orgoglio. Melanconia, perché ricordo i miei vent’anni, di cui due trascorsi a Verona tra le caserme Castelvecchio e Catena; e ricordo le bellissime corse, al mattino lungo le rive dell’Adige, corse che allargavano i polmoni e fortificavano i garretti».

Via Torretta. 5

Adeguamento e riconversione in corso

L’ex assetto militare è ora interessato da lavori di ristrutturazione e di riconversione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Provveditorato interregionale alle opere pubbliche Veneto – Trentino Alto Adige – Friuli Venezia Giulia) per essere poi destinato a sede dell’Agenzia delle Entrate. Cioè, Lavori da eseguirsi nel compendio demaniale “ex caserma Riva di Villasanta” in comune di Verona – via da Vico. Progetto per l’adeguamento e ristrutturazione generale degli immobili demaniali messi a disposizione dell’Agenzia del Demanio per l’Ufficio territoriale di Verona dell’Agenzia delle Entrate), con  consegna lavori il 4 giugno 2025 e conclusione prevista il 24 giugno 2027. 

L’importo complessivo dell’appalto consiste in € 22.086.307,41, quello dei lavori soggetti a ribasso in € 21.667.307,42 e del netto contrattuale in € 17.499.338,43. L’impresa esecutrice è la Costruzioni ingg. Penzi S.p.A. di Maddaloni (CE).  

Al termine dei due anni programmati di cantiere risulterà una superficie di 10mila mq, dotata di un’area di parcheggio pari a 5mila mq (dai 150 posti auto) a disposizione di dipendenti ed utenti.

Via Torretta. 9

Autoveicoli in sosta a rischio

L’attuale spazio di sosta in via Torretta viene utilizzato, con assunzione di responsabilità dai proprietari degli autoveicoli, in quanto a rischio danneggiamenti e furti. Un foglio ammonitore, appeso con lo scotch all’esterno d’un cancello, con le foto di finestrini infranti di vetture, lasciato da qualcuno colpito dalla “malasorte”, lo certifica amaramente: “Qua rubano le macchine”.  

Via Torretta. 8