Definire la vocazione di una città e quali strumenti utilizzare per raggiungerla, dovrebbe essere il principale obiettivo di ogni amministrazione


(Giorgio Massignan) A Verona, tranne i 2 mandati della sindaca Sironi, che era riuscita a determinarla, precisando alcuni progetti per un polo museale e per un importante campus universitario; e l’idea del suo successore, il sindaco Zanotto, per la realizzazione di un Polo bancario-finanziario nei Magazzini Generali a Verona Sud, per far evolvere la città da semplice snodo logistico/commerciale a capitale europea del terziario e della finanza. Progetti che potevano essere condivisi oppure no, ma che proponevano un ruolo e una chiara vocazione per il nostro territorio.

Nelle successive amministrazioni di centrodestra furono annullate le proposte di entrambe le amministrazioni di centrosinistra, preferendo uno sviluppo basato soprattutto sul settore commerciale, direzionale e ricettivo, evitando di incrementare le allora potenzialità culturali, didattiche e finanziarie del territorio.
Lo stesso modo di operare, purtroppo, lo si evince anche nel metodo di pianificare e nelle scelte urbanistiche dell’attuale amministrazione.

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La Variante 70 e le locazioni turistiche

La recente approvazione della Variante 70 al Piano degli Interventi, quale risposta all’emergenza abitativa, rappresenta un ulteriore esempio.
Con l’approvazione di questa Variante si sono introdotte le procedure urbanistiche di cambio di destinazione d’uso per modificare da residenziale a turistico-ricettivo gli immobili destinati alle locazioni turistiche. Ma solo per le nuove richieste e all’interno del perimetro Unesco del Centro Storico. Tutte le locazioni turistiche esistenti sono escluse dalle norme della Variante 70, così come lo sono tutte le zone esterne al Centro Storico.
Se l’intenzione era quella di tutelare la residenzialità del Centro Storico e di iniziare un processo di ritorno dei residenti, si può già affermare che sarà un fallimento.

Hanno chiuso la stalla quando i buoi sono fuggiti

La zona storica interessata ai vincoli urbanistici della Variante ha già quasi raggiunto la saturazione dei cosiddetti affitti brevi, si può affermare che “si è chiusa la stalla quando i buoi sono fuggiti”.
Inoltre, non si è considerato il territorio comunale un unico contesto organico e da analizzare complessivamente, si è preferito suddividerlo in centro e periferia, dove gli immobili in questa seconda zona possono passare da residenziali a ricettivi senza alcun cambio urbanistico. Tutto questo significa pilotare gli affitti brevi e la conseguente destinazione d’uso turistica nelle zone esterne alle mura.

Locazioni turistiche in periferia e hotel in centro

Temo che, con questa Variante, si favorisca l’espansione delle locazioni turistiche in periferia e si aumenti la presenza alberghiera nel più ricco e decoroso Centro Storico. Infatti, non si capisce perché nel Centro Storico sia permessa, in deroga, la trasformazione di alcuni palazzi in alberghi e non in residenze.
Queste operazioni sono iniziate alla fine dell’amministrazione del sindaco Sboarina, con il cambio di destinazione d’uso da direzionale in alberghiera, sempre in deroga, dell’ex sede dell’Unicredit in via Garibaldi e stanno proseguendo.
Ma qual è la vocazione della nostra città per questa amministrazione?

Dovrebbe essere proprio la pianificazione urbanistica che, attraverso studi e analisi sul e del territorio, la decide.
Sinora, si stanno definendo: un grande polo logistico al Quadrante Europa, alla Marangona e in tante aree industriali dismesse della ZAI; la realizzazione di molti studentati; un Centro Storico sempre più basato sulla presenza turistica grazie anche all’apertura di nuovi alberghi; la possibilità, nelle aree esterne alle mura, di sostituire la residenza con le locazioni turistiche senza i vincoli della Variante 70.

Se con il PAT non ci saranno grandi cambiamenti, avremo un’economia basata sulla logistica che comporterà un notevole flusso di TIR con le relative conseguenze; un Centro Storico con pochissimi residenti, ma con molti turisti e alberghi a loro disposizione; una periferia con parecchi immobili con affitti turistici brevi e per un’utenza meno ricca.

Trovare casa per i residenti sarà sempre più difficile.
Spero proprio non sia così.