Come cambiano la cultura e i territori nell’epoca dell’intelligenza artificiale, dei nuovi linguaggi digitali e delle esperienze immersive? È stato questo il tema al centro dell’incontro “Progettare cultura, sperimentare tecnologie”, promosso dalla Consulta delle Fondazioni del Triveneto e ospitato al Teatro Ristori.
A confrontarsi sono state Fondazioni, musei e realtà culturali del Nord-Est, con l’obiettivo di capire come l’innovazione tecnologica possa produrre valore per le comunità senza sostituire il ruolo delle persone.
Ad aprire i lavori Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona e coordinatore della Consulta, che ha sottolineato il legame tra cultura, innovazione e attrattività dei territori, in particolare per le nuove generazioni. «La cultura ci aiuta a leggere il presente, ma anche a immaginare ciò che ancora non c’è», ha spiegato, evidenziando il ruolo delle Fondazioni nel mettere in rete esperienze e competenze.

Giovanna Melandri, Chair di Human Foundation e Founder di GSG Impact, ha invece richiamato il valore sociale, cognitivo e relazionale della cultura, sottolineando la necessità di governare le nuove tecnologie con responsabilità e mantenendo al centro persone e comunità.
La tavola rotonda ha quindi presentato esperienze concrete con Serena Bertolucci di M9, Cinzia Condò di SHADO-H-FARM, Federico Bomba di Sineglossa e Anna Brugnara di Fondazione Caritro. Al centro il rapporto tra intelligenza artificiale, patrimonio culturale, nuovi strumenti digitali e bisogni dei territori.
La mattinata si è conclusa con un’esperienza immersiva dedicata a Frida Kahlo, ospitata dal Teatro Ristori, per sperimentare direttamente uno dei nuovi linguaggi al centro del confronto.
