(Claudio Beccalossi) Via Basso Acquar, attività del passato popolare, soprattutto enogastronomico, addio! Esiliati altrove a mantener vive (anche in maniera posticcia se non rocambolesca) tradizioni mangerecce da proporre ad incalliti nostalgici “indigeni” ed a turisti in cerca d’autenticità locale riempi-stomaco.

Chiusa definitivamente in zona, quindi, la vecchia osteria “La Stalletta”, ieri sosta preferita d’una numerosa clientela alla buona ed oggi rotolata, poco alla volta, in squallide condizioni d’abbandono. Niente più, quindi, il classico menù di simili locali pubblici semplici ed informali: taglieri di salumi e formaggi, acciughette e sottaceti, codeghin con le verze, sarde in saor,polenta e salado o renga, trippa (in brodo od asciutta), risotto col tastasal, bigoli co l’anara, bollito misto e pearà, pastissada de caval, ben più prosaici paneti co sopressa o bondola ecc. Piatti accompagnati da goti delle generose cantine veronesi.

L’area accanto d’un ex servizio di lavaggio auto sta subendo la stessa sorte di rovina ed accumulo di immondizie, con relativi ris chi igienico-ambientali.Nella nuova offerta alternativa ad osterie ormai superate, secondo gusti alloctoni che attirano specialmente i giovani, via Basso Acquar è diventato uno dei punti-cult degli appassionati del sushi che, qui, trovano soddisfazione in frequentati ristoranti. Magari chiudendo gli occhi o facendo finta di non accorgersi d’un certo degrado strutturale ai lati dell’arteria di collegamento dal centro città a Borgo Roma (e viceversa).

Il De profundis riguarda anche un altro ambito vicino a “La Stalletta”, quello dell’ormai ex noto Mercato del pesce di Remo Lui, rivendita di rigoroso pesce fresco proveniente da Chioggia, con tanto di affreschi murali a tema ittico che sovrastano la facciata sulla via e che andrebbero, in qualche maniera, tutelati.
Il fabbricato lasciato a se stesso è a ridosso del ponte della Ferrovia (edificato tra il 1850 ed il 1852 dall’Impero austriaco e dedicato originariamente a Francesco Giuseppe I d’Austria, imperatore d’Austria, re d’Ungheria e di Boemia) e costituiva quasi un’“istituzione” d’approvvigionamento culinario per clientela buongustaia varia (privati, incaricati di ristoranti tra i quali molti cinesi), in numero maggiore al sabato mattina.

Originario di Roncoferraro (Mantova), Lui (figlio… d’arte, dato che già da giovane aiutava il padre titolare d’una pescheria nella cittadina natia) era un’originalissima figura d’imprenditore che privilegiava il contatto diretto con i consumatori. Cominciò l’attività all’ingrosso a Verona, nel 1963, in un modesto magazzino in Interrato dell’Acqua Morta (nei pressi della chiesa di San Tomaso Becket o di San Tomaso Cantuariense). Poi, i trasferimenti in piazzetta Pescheria e nell’ex Macello. E l’insediamento finale, dai primi Anni Ottanta del secolo scorso, in Basso Acquar.

Defunto Remo, il commercio, ridotto progressivamente di varietà e quantità di pesce da Chioggia, era andato avanti quasi per forza d’inerzia, fino a chiudere definitivamente le serrande. E ora, in modo particolare il retro (che s’affaccia sul fiume Adige e la località Boschetto sull’altra sponda), è nelle mani adunche di vandali, deturpatori ed “inquilini” abusivi. Di cui uno, visivamente “beccato”, ben poco disponibile ad un qualsiasi approccio…
