Secondo un agronomo consultato da Tosi e Bisinella sì: non c’era necrosi

La strage di alberi che si sta consumando in nome della sicurezza ed esibendo perizie che giustificano gli abbattimenti non piace ai moltissimi veronesi che in occasione di ogni albero che viene tagliato si domandano se fosse proprio necessario.

E non piace nemmeno a Flavio Tosi e Patrizia Bisinella che ricordano come i 62 tigli fatti fuori in via Preare per far posto alla pista ciclabile che ” perfettamente compatibili con la ciclabile realizzata e avrebbero anche proiettato un’ombra preziosa.

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in Borgo Santa Croce – aggiungono- per salvare una robinia lungo un’altra ciclabile (che si poteva realizzare lì vicino spendendo molto meno peraltro) hanno sperperato migliaia di euro e perpetrato un insulto all’intelligenza delle persone: la robinia ha il basamento esattamente in mezzo alla pista: se non fosse pericolosa, farebbe ridere. 

In Piazza Bra – continuano ad elencare- , nascondendosi malamente dietro l’alibi della Sovrintendenza, la quale non aveva certamente imposto di spendere quasi 200mila euro per un albero, hanno optato per la soluzione più costosa possibile”.

Hanno fatto vedere le foto del cedro tagliato ad un agronomo 

“Infine, il cedro di Piazza Vittorio Veneto, che non era in necrosi come sostiene il Comune: abbiamo fatto visionare i video dell’abbattimento e le foto del tronco da un agronomo (allegate), che ci ha confermato quanto era già evidente. Se proprio ci fosse stato un problema per le dimensioni dei rami, con qualche migliaio di euro si poteva mettere il tutto in sicurezza, come mostrano le ulteriori immagini allegate; invece, si è scelto di abbattere uno degli esemplari più belli della città. Assolutamente insensato, come quasi tutte le decisioni assunte dalla Giunta Tommasi”.

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