(p.d.) Una delle argomentazioni portate a supporto della decisione dell’amministrazione Tommasi di allestire piste ciclabili un po’ ovunque è che esse servirebbero per ‘educare’ i veronesi ad andare in bicicletta invece che in macchina. Una scelta tutta proiettata al futuro.
Argomentazione che viene puntualmente sfoderata ogni volta che l’interlocutore fa nota come siano pochissimi quelli che le usano, che sono sempre vuote, che ostacolano il traffico automobilistico e la sosta e che in sostanza vanno a creare un disagio alla maggioranza dei cittadini.
A supporto di queste obiezioni vengono anche prodotti dei dati. La regione Veneto, per esempio, ha calcolato che sono solo un 6/8% dell’intera popolazione quelli che amano spostarsi in bici. E che ogni giorno ci sono 80 mila persone che lavorano o vivono al di fuori della provincia e del comune di Verona e quindi usano l’auto per ovvi motivi dettati dalla distanza.

Le ciclabili oggetto di ‘educazione’
Di fronte a questi dati inoppugnabili, ecco allora che i sostenitori dell’amministrazione e delle ciclabili spostano il discorso su un piano diverso. E’ vero- dicono – che oggi sono in pochi ad usare le ciclabili. Oggi. Ma noi vogliamo educare i veronesi ad usarle. Così un domani saranno in molti.
Una risposta che può sembrare semplice o anche scontata. Ma che non è così, perché un ragionamento del genere implica una concezione delle istituzioni, ed in ultima analisi dello stato, che è opposta a quella cui si richiama la sinistra che nel 2022 s’è trovata ad amministrare Verona.

Un comune che vuole educare i propri cittadini è un piccolo Stato Etico
Forse quando ragionano in questo modo non se ne rendono nemmeno conto, ma concepire Il Comune quale educatore, quale guida al comportamento dei veronesi riconduce direttamente al concetto di Stato Etico. Lo Stato totalitario che guida i suoi cittadini e forma quelli di domani. Lo Stato Etico che fu uno dei fondamenti del Fascismo, salvo poi chiedere patentini antifascisti e riempirsi la pancia di pastasciutta, anch’essa antifascista.
Diverso da quello ‘democratico-liberale’ che i cittadini li rappresenta ed è la risultate di quelli che esistono hic et nunc.
Il Comune di Verona che non tiene conto della stragrande maggioranza dei cittadini attuali e pensa alle generazioni future, è come un piccolo Stato Etico. Forse i nostri amministratori compagni manco c’hanno pensato. E questa è una ragione in più per mandarli a casa.

