Il commento

Finisce 1-1 tra Padova e Hellas Verona. Un punto che muove la classifica e qualche timido segnale di crescita, soprattutto nella ripresa, ma che non basta ancora a cancellare dubbi e perplessità su una squadra che continua a sembrare lontana dalla propria identità.

Primo tempo sottotono

Il primo tempo dell’Hellas è decisamente sottotono. Il Verona fatica tremendamente a costruire, rimane per lunghi tratti schiacciato nella propria metà campo e lascia al Padova l’iniziativa. Poca incisività, poche idee e soprattutto una manovra incapace di svilupparsi con continuità. Il vantaggio dei padroni di casa, avvenuto per un autogoal di Edmusson,
fotografa una prima frazione nella quale i gialloblù danno troppo poco, soprattutto considerando il peso e le ambizioni che dovrebbe avere questa squadra.

Meglio il secondo tempo

Nella ripresa qualcosa cambia. Il Verona alza il baricentro, mostra maggiore determinazione e prova finalmente a giocare con un atteggiamento diverso. Arriva il pareggio, grazie a una sgroppata di Compagnon, che si guadagna il rigore, che poi Sarr trasforma molto bene. È comunque una reazione positiva rispetto ai primi 45 minuti e, nel finale, resta il grande rammarico per la traversa colpita da Livramento: l’episodio che avrebbe potuto cambiare completamente il giudizio sulla serata. In questo momento, evidentemente, anche la fortuna non sembra essere dalla parte dell’Hellas.

Questo Hellas non convince

Resta però una prestazione ancora poco convincente. Si intravede una breve crescita rispetto alle ultime uscite, ma manca una vera trama di gioco, così come sembrano mancare spirito di squadra, sacrificio e quella cattiveria agonistica indispensabile per affrontare un campionato difficile e lungo come la serie B.
Anche la rosa mostra lacune evidenti. Serve una punta capace di dare peso e soprattutto gol all’attacco, ma serve anche un centrocampista centrale che sappia prendere in mano la squadra, dettare i tempi e dare ordine alla manovra. Senza qualità e personalità in mezzo al campo diventa difficile costruire calcio e rendersi realmente pericolosi.

Il pareggio di Padova può essere considerato un piccolo passo avanti, niente di più. Ora, però, bisogna cambiare atteggiamento: più coraggio, più squadra, più sacrificio e soprattutto più voglia di imporre il proprio gioco e questo deve passare necessariamente anche da Baroni.
Il campionato è ancora lungo e il tempo per crescere c’è, nonostante le lacune societarie che sono una certezza.
Se si cambia atteggiamento può esserci speranza. L’auspicio è che questo 1-1 rappresenti almeno l’inizio di qualcosa di diverso, di un campionato dignitoso, pur senza grandi ambizioni.