La cronaca della partita

(Mattia Tregnago) Primo punto stagionale per l’Hellas tra le mura di un “Euganeo” vestito a festa e gremito in ogni ordine di posti. Padova e Verona si dividono la posta in palio al termine di un incontro pungente e senza esclusione di colpi. I primi minuti di gara scivolano rapidamente senza regalare particolari sussulti.

Le due formazioni attuano una prolungata fase di studio tattico, mantenendo le linee serrate in attesa che l’avversario commetta il primo errore. Al 6’ Bradaric dal limite scarica verso la porta difesa da Sorrentino, l’estremo difensore biancoscudato blocca. Tra le fila padovane, l’esterno Cocchi e la mezz’ala Fusi, entrambi dotati di grande personalità, creano i maggiori grattacapi alla retroguardia gialloblù, costretta a correre ripetutamente ai ripari. Al 20’ disattenzione imperdonabile di Slotsager in area piccola, Moro serve a rimorchio Fusi, il quale pesca Pompetti sul secondo palo. Conclusione ravvicinata che termina fortuitamente tra le braccia di Leali, con il pubblico di casa incredulo per l’occasione vanificata.

Il gol del Padova

A cavallo della mezz’ora, la banda di Baroni abbassa gradualmente i ritmi, cedendo l’iniziativa di gioco al Padova, in attesa di pungere in contropiede. I ragazzi di Calabro ne approfittano immediatamente e, al 25’, trovano il vantaggio: Caprari apre il gioco dalle parti di Cocchi, traversone da sinistra che pesca Carissoni, ben appostato all’altezza del secondo palo. Incornata dell’ala padovana che lascia senza scampo Leali, ingannato anche da una leggera deviazione di Edmundsson. 

Gialloblù alquanto compassati, Padova abile nel muovere rapidamente palla da una zona all’altra del campo, mettendo fuori causa un Verona privo di spirito d’opposizione. Pochi minuti più tardi, Slotsager rischia l’espulsione per fallo da ultimo uomo ai danni di Caprari. Maresca lo grazia estraendo soltanto l’ammonizione. Nel finale di frazione l’Hellas imbastisce una reazione d’orgoglio fondata sui traversoni a tagliare di Sarr; sulla destra, infatti, Compagnon non trova varchi per vie centrali, mentre Harroui e Mulattieri soffrono la rocciosità della retroguardia di casa.

Al 34’ è lo stesso Sarr ad impegnare Sorrentino: conclusione rasoterra dai 20 metri, il portiere padovano si distende ed allunga il pallone in corner. Proprio quando i gialloblù sembrano aver ritrovato la strada maestra, il Padova va vicinissimo al raddoppio, in fase di ripiego.

 Nella ripresa il Verona rientra in campo con un piglio diverso. Grazie soprattutto alle sostituzioni, Baroni riesce a riprendere un incontro destinato al peggio, in virtù della prestazione offerta nei primi 45’ di gioco. I padroni di casa amministrano il minimo vantaggio senza forzare la manovra. 

Il pareggio dell’Hellas

Al 54’ Mulattieri colpisce Sorrentino da posizione defilata, mentre, al 67’, Cocchi stende Compagnon in area di rigore. Sul dischetto si presenta Sarr che infila il pallone sotto l’incrocio, 1-1 e festa grande tra i 1500 supporters veronesi. 

Intimoriti dal pareggio ed in debito di ossigeno, i padroni di casa, nonostante le sostituzioni rigenerative, non riescono a ripulire la giocata, prediligendo la sostanza alla forma. Al 76’ Mulattieri di tacco manda a lato, 4’ più tardi invece è il neo-entrato Lasagna a sfiorare il colpo grosso per il Padova, mandando la sfera di un soffio sul fondo. In pieno recupero, Livramento, subentrato da pochi minuti, lascia partire una staffilata che si stampa sulla traversa. 

Pareggio giusto per quanto mostrato in campo dalle due squadre, sebbene, tra le fila gialloblù, oltre ad alcune scorie della retrocessione ancora da smaltire, serve necessariamente una boa offensiva, pronta a colpire in sfide ostiche, come quella odierna dell’Euganeo.