La legge era stata bocciata 2 anni fa. Determinanti gli emendamenti presentati dalla maggioranza

Verso l’approvazione la legge regionale sul suicidio assistito. Il presidente della Giunta regionale Alberto Stefani assieme alla maggioranza, tra ieri e oggi ha lavorato, come da lui stesso comunicato « alla stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore».

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Palazzo Ferro Fini

“Nulla è più importante della dignità della vita umana che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari» ha detto Stefani, a seguito del voto in Consiglio regionale sugli emendamenti che ha presentato al progetto di legge nato dall’iniziativa popolare “Liberi subito”. 

Il Consiglio ha legiferato sulle modalità e i tempi delle suicidio assistito, già introdotto in Italia dalla Corte Costituzionale

«Il mio obiettivo è semplice e ringrazio le forze di maggioranza per averlo compreso e sostenuto: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarieta’ del medico che assiste – spiega Stefani – Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza.

Nello specifico – insiste – gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito. L’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale nel dirimere le valutazioni. La priorità alle cure palliative e obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse, nel momento della richiesta di suicidio medicalmente assistito».