Ma intanto continuiamo a finanziare l’Ucraina
( Paolo Danieli) Sanità. E’ la salute, assieme alla sicurezza, una di quelle cose cui gli italiani tengono di più. Né potrebbe essere altrimenti. Ma il governo di centrodestra, in linea con quelli che l’hanno preceduto dal 2011, continua a far finta di niente. Ad ogni finanziaria ci raccontano che di soldi non ce ne sono e che per la sanità è il massimo che si può fare.

Allora guardiamo un po’ di numeri, che vengono da Oecd Health Statistics e che raffrontano l’Italia con gli altri paesi europei.
In Italia nel 2025, dato più recente, la spesa sanitaria pubblica pro-capite in rapporto al Pil è stata del 6,2%. Vale a dire che di tutta la ricchezza prodotta solo il 6.2% viene destinato alla sanità. Il 93,8 % a tutto il resto. Comprese le armi e i soldi all’Ucraina.
Spendiamo per la nostra salute meno di altri 14 paesi europei (!) ed anche di quelli del G7 cui l’Italia si fregia di appartenere. La media europea è del 7,1%. I tedeschi, per esempio, destinano alla sanità l’11% del Pil.
Per la precisione l’Italia è 15ª fra i 27 paesi europei dell’area Ocse e ultima (!) tra quelli del G7.
Ha un bel dire il governo che le risorse alla sanità sono state aumentate. Ma è il gioco delle 3 carte. Perché se è vero che in valore assoluto c’è stato un aumento, questo non è nemmeno stato sufficiente per pareggiare l’inflazione, tanto che il finanziamento della sanità nel 2025 è calato dello 0,1% rispetto al 2024.

Se consideriamo la spesa pubblica pro-capite a parità di potere di acquisto in Italia è stata di 3.400 euro, mentre la media europea 4.272.
Con questa situazione nel 2024 gli italiani che hanno rinunciato a esami diagnostici e visite specialistiche sono stati 5,8 milioni.
I soldi che vanno a Zeklensky invece che alla nostra sanità
Allora è cosa buona e giusta andare a vedere dove vanno a finire, almeno in una quota ragguardevole, i nostri soldi.
Secondo i dati del Kiel Institute for the World Economy (che traccia il supporto all’Ucraina) gli aiuti diretti stanziati o allocati dall’Italia ammontano a circa 2,5-3 miliardi di euro. Di cui 1,5–1,7 miliardi in materiale bellico e sistemi di difesa aerea (come il sistema SAMP/T) inviati attraverso vari pacchetti di aiuti militari autorizzati dal Parlamento.
E oltre 1 miliardo destinato all’assistenza ai rifugiati, al sostegno al bilancio ucraino (!), a interventi d’emergenza e al ripristino delle infrastrutture energetiche.

Se si include la quota con cui l’Italia contribuisce al bilancio e ai fondi dell’Unione Europea (12-13% dei finanziamenti comunitari), la cifra finale sale a circa 10-12 miliardi di euro.
La spesa totale per la sanità pubblica in valore assoluto è di circa 140 miliardi, insufficiente, come abbiamo visto, per stare a livello dei nostri partner europei e del G7. Non 10-12 miliardi, ma nemmeno un centesimo dei nostri soldi deve più andare a Zelensky. Servono a curare i nostri malati. Prima gli italiani!
