(di Francesca Romana Riello) Pescantina, un bosco per gli «Angeli» del 1945: ottanta alberi ad alto fusto e 140 arbusti su un’area di circa 10 mila metri quadrati, a pochi passi dal centro: è il Bosco degli Angeli, che Pescantina inaugurerà sabato 19 settembre per ricordare le donne, le ragazze e quanti nel 1945 aiutarono migliaia di ex internati a rientrare in Italia dopo la prigionia.

L’inaugurazione sarà uno dei momenti centrali delle tre giornate, dal 18 al 20 settembre, dedicate a una vicenda che ottant’anni fa coinvolse l’intero paese.

Pescantina fu infatti uno dei luoghi di passaggio dei reduci che tornavano dai campi di concentramento. Ad accoglierli trovarono una comunità che si organizzò per procurare cibo, vestiti, cure e assistenza. Un impegno per il quale nel 2007 al Comune è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile.

Venerdì la cerimonia a Roma

Le celebrazioni cominceranno venerdì 18 settembre lontano da Pescantina. Il sindaco Aldo Vangi e l’assessore alla Cultura Vittoria Borghetti sono stati invitati alla Camera dei Deputati per una cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica.

L’invito è legato al ruolo svolto dal paese nell’assistenza agli ex internati alla fine della Seconda guerra mondiale.

Il giorno successivo le iniziative torneranno a Pescantina. Alle 18, nell’area ex Danese, sarà inaugurato il nuovo bosco urbano dedicato agli «Angeli di Pescantina».

Durante la cerimonia è prevista una performance che coinvolgerà anche i familiari delle persone che parteciparono all’assistenza nel 1945. L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione di Paola Tessitore e Gaetano Miglioranzi. La Cooperativa Filo Continuo ha curato le scatole utilizzate nella rappresentazione, mentre l’associazione culturale La Resela ha realizzato i grembiuli ispirati a quelli indossati allora dalle ragazze.

«Dedicare questo luogo agli Angeli di Pescantina era un atto dovuto da parte della nostra comunità – spiega Borghetti –. La grande opera compiuta da quelle ragazze e da quanti si impegnarono nell’assistenza agli ex internati meritava un segno tangibile sul territorio».

Pescantina, un bosco per gli «Angeli» del 1945

Un bosco per gli «Angeli» del 1945

Il Bosco degli Angeli occupa circa 10 mila metri quadrati tra piazzale Butturini e via Risorgimento, a ridosso del centro storico. Nell’area sono stati messi a dimora 80 alberi ad alto fusto e 140 arbusti.

È prevista anche una scalinata di accesso da via Madonna, accanto alla sede comunale, che dovrebbe diventare utilizzabile nelle prossime settimane.

L’intervento vale complessivamente 570 mila euro. Circa 381 mila arrivano dai Fondi europei di sviluppo regionale, mentre la parte restante è finanziata dal Comune.

Il progetto comprende anche un percorso ciclopedonale, reso possibile dalle terre armate realizzate fino alla salita di via Risorgimento. Il bosco sarà collegato al parco di piazzale Butturini e, attraverso la rete ciclopedonale, ai percorsi lungo l’Adige verso sud e alla Valpolicella verso nord.

«Restituiamo a Pescantina una grande area verde a pochi passi dal centro», sottolinea il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Manuel Fornaser, che indica nel collegamento con i percorsi naturalistici già esistenti uno degli elementi del progetto.

Sessant’anni davanti al Monumento

Domenica 20 settembre le celebrazioni si sposteranno al Monumento agli ex internati, a sessant’anni dalla sua realizzazione.

La ricorrenza coincide quest’anno con la giornata dedicata alla memoria degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale.

Il programma comincerà alle 9 con l’ammassamento, seguito dalla sfilata, dalla Messa e dagli interventi delle autorità. Al termine è previsto un rinfresco. L’amministrazione ha annunciato anche una sorpresa legata al sessantesimo anniversario, che sarà svelata nel corso della mattinata.

Alle iniziative parteciperanno anche gli alunni degli istituti comprensivi di Pescantina.

«Da sessant’anni Pescantina si ritrova davanti a questo monumento per ricordare gli ex internati e ciò che la nostra comunità fece per loro», ricorda Borghetti.

Dal 20 settembre il Comune intende inoltre avviare contatti con altre città italiane legate alla storia degli ex internati, per costruire una rete tra territori che condividono quella memoria. Il punto di partenza resta quanto accadde nel 1945, quando Pescantina divenne uno dei luoghi di passaggio verso casa per migliaia di persone che tornavano dalla prigionia.

Pescantina, un bosco per gli «Angeli» del 1945