(di Francesca Romana Riello) Il Gruppo Magis ha inaugurato oggi, martedì 22 settembre, a Trissino, nel Vicentino, un nuovo impianto fotovoltaico in grado di produrre 12 GWh di energia elettrica all’anno. Il sito sorge su un’area che in passato ospitava una cava di ghiaia e, successivamente, un deposito per i residui della lavorazione del marmo.

Secondo i dati forniti dall’azienda, la produzione prevista a regime equivale al consumo elettrico annuale di oltre 4.000 famiglie. A questo si aggiunge una stima di circa 5.000 tonnellate di anidride carbonica evitate ogni anno, rispetto alla produzione della stessa quantità di energia attraverso un equivalente mix di fonti fossili.

Dai residui del marmo alla produzione di energia

L’area faceva parte di un comprensorio utilizzato in passato per l’attività estrattiva: prima cava di ghiaia, poi riconvertita in deposito dei residui provenienti dalla lavorazione del marmo, in particolare limi pressati e filtrati prodotti dalle industrie del settore. Un terreno già segnato da usi produttivi, con caratteristiche che ne limitavano altri possibili impieghi.

Magis ha scelto di destinarlo alla produzione di energia da fonte solare, recuperando l’area senza occupare nuovo suolo per realizzare l’impianto.

Quello inaugurato a Trissino è, secondo quanto comunicato dal Gruppo, il più grande impianto fotovoltaico realizzato su un’area dismessa in Veneto. È inoltre il maggiore tra quelli di Magis nella regione e il secondo per dimensioni dell’azienda a livello nazionale.

Progettazione e realizzazione sono state seguite direttamente dall’area Ingegneria interna del Gruppo.

Trissino, l’ex cava diventa un impianto fotovoltaico

L’ex cava diventa un impianto fotovoltaico

«Il sito che inauguriamo oggi porta con sé diversi primati – spiega Alessandro Russo, consigliere delegato di Magis – ma il dato che più ci sta a cuore è un altro: non ci limitiamo a installare pannelli fotovoltaici, ma riqualifichiamo terreni e siti che difficilmente avrebbero trovato un altro utilizzo».

Con Trissino, la potenza complessiva installata da Magis attraverso il fotovoltaico raggiunge 81,4 MW. Il dato, secondo i numeri diffusi dall’azienda, è superiore del 63 per cento rispetto alla fine del 2025 ed è più che raddoppiato rispetto al 2024.

L’investimento rientra nel Piano industriale al 2030 del Gruppo, che prevede complessivamente 508 milioni di euro destinati allo sviluppo di nuova capacità di generazione da fonti rinnovabili.

«Questo di Trissino è un modello di sviluppo che unisce competitività industriale e responsabilità verso i territori in cui operiamo e che continueremo a replicare nei prossimi anni», aggiunge Stefano Fracasso, vicepresidente di Magis.

Per Fracasso il punto è anche la destinazione scelta per il nuovo impianto: «Prendersi cura dei territori in cui operiamo non significa solo produrre energia pulita, ma restituire valore a un’area che non sarebbe stata più utilizzata».

Sabato l’impianto apre ai cittadini

Dopo l’inaugurazione, il sito sarà aperto anche al pubblico. Sabato 26 settembre i cittadini potranno visitare l’impianto e vedere da vicino il sistema di produzione fotovoltaica e il risultato della riqualificazione dell’ex area estrattiva.

Sono previste due visite guidate, alle 10 e alle 11, accompagnate dai professionisti di Magis. La partecipazione è libera e il punto di ritrovo sarà nel parcheggio di via Luciano Rizzi, a Trissino.

L’apertura al pubblico sarà quindi l’occasione per vedere direttamente la trasformazione di un’area utilizzata prima per l’estrazione della ghiaia e poi come deposito dei residui della lavorazione del marmo, oggi destinata alla produzione di energia elettrica da fonte solare.

Trissino, l’ex cava diventa un impianto fotovoltaico
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