La 60ª edizione di Marmomac, in corso a Veronafiere fino al 25 settembre. La manifestazione, punto di riferimento per la filiera della pietra naturale e delle tecnologie lapidee, attende complessivamente 50 mila operatori specializzati da oltre 140 Paesi.

Un dato che conferma la forte vocazione internazionale della rassegna: il 65% degli espositori e il 70% dei visitatori arrivano dall’estero, mentre l’80% degli operatori presenti è costituito da decisori finali d’acquisto.

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«La prima giornata di manifestazione ha dato segnali molto positivi, con una crescita importante dei visitatori rispetto al 2025, per qualità delle presenze, degli incontri B2B e dei contenuti sviluppati», sottolinea Giovanni Sacripante, direttore generale di Veronafiere, evidenziando come Marmomac si confermi «uno degli ecosistemi fieristici di business più internazionali al mondo».

Marmomac internazionale

Sono 450 i top buyer selezionati e invitati da 58 mercati target nell’ambito del programma di incoming realizzato da Veronafiere insieme a ICE Agenzia e Confindustria Marmomacchine. Gli incontri di business matching già programmati superano quota 3.200, contro i 2.200 del 2025.

A guidare la presenza dei buyer sono India (9,1%), Stati Uniti (8,1%), Egitto (7,3%), Canada (6,8%) e Cina (6,3%). Seguono Algeria, Polonia, Pakistan ed Emirati Arabi Uniti. Complessivamente, Asia e Medio Oriente rappresentano il 44,8% delle presenze, davanti ad Americhe (21,4%), Africa (18,2%), Europa (14,3%) e Oceania (1,3%).

fiera sacripante
Il DG Sacripante

I flussi dei buyer riflettono anche l’andamento dell’export italiano. Nel primo semestre 2026 le vendite estere della filiera tecno-lapidea sono cresciute del 5,5%, raggiungendo 1,69 miliardi di dollari. I materiali hanno registrato un aumento dell’8,2%, arrivando a 1,23 miliardi.

La Cina si conferma il principale mercato per i blocchi grezzi italiani, con acquisti per 144,6 milioni di dollari (+19,5%). Sul fronte dei lavorati, invece, sono gli Stati Uniti a guidare la domanda, con 323,5 milioni di dollari di importazioni dall’Italia (+7,5%). In crescita anche gli Emirati Arabi Uniti, mentre gli Stati Uniti restano la prima destinazione per le tecnologie italiane di estrazione e lavorazione.

«Abbiamo selezionato interlocutori coerenti con le esigenze delle imprese, sia nei Paesi già centrali per l’export italiano sia in quelli che offrono nuove opportunità», conclude Sacripante. Un’attività, spiega, che prosegue durante tutto l’anno per individuare e portare a Verona operatori internazionali interessati a sviluppare nuovi rapporti commerciali.