(di Francesca Romana Riello) Esercito, cinquanta aspiranti donatori per il Trasfusionale : sono partiti in quindici, ma presto saranno molti di più: oltre cinquanta militari in servizio a Verona hanno già dato la disponibilità a donare sangue e plasma e aspettano solo i controlli preliminari. È la prima tappa della collaborazione stabile tra il Centro trasfusionale dell’Aoui di Borgo Trento, il Comando delle Forze Operative Terrestri e Avis Comunale Verona. Le donazioni si terranno ogni sei mesi.
Al primo appuntamento, al Centro donatori di Borgo Trento, si sono presentati quindici uomini e donne dell’Esercito, con un’età media, secondo i dati dell’Aoui, tra i 43 e i 46 anni. Ad accoglierli c’erano Monica Rizzi, responsabile del Centro donatori, ed Elia Biasi, presidente di Avis Comunale Verona.
Dai paracadutisti ai genieri
Provengono da diversi reparti di stanza sul territorio: il Comando delle Forze Operative Terrestri, il 4° Reggimento alpini paracadutisti, l’8° Reggimento genio guastatori “Folgore” e l’85° Reggimento Addestramento Volontari.
L’accordo prevede un appuntamento ogni sei mesi. Visto il numero di aspiranti donatori, il gruppo è destinato ad allargarsi non appena saranno completati gli accertamenti richiesti per poter donare.
Per il Trasfusionale significa poter contare su nuovi potenziali donatori di sangue ed emocomponenti per le necessità cliniche degli ospedali dell’Aoui. Il lavoro però comincia molto prima del prelievo, con incontri e attività di sensibilizzazione rivolti a gruppi che col tempo possono diventare donatori abituali.
«L’Esercito ha risposto con grande entusiasmo al programma di sensibilizzazione alla donazione», spiega Rizzi. Non è una novità assoluta: negli anni il Trasfusionale ha collaborato con le associazioni di volontariato e ha coinvolto diversi Corpi armati.

Esercito, cinquanta aspiranti donatori per il Trasfusionale
Dopo i primi quindici, più di cinquanta militari hanno chiesto di iniziare il percorso. Prima di poter donare dovranno però completare i controlli previsti.
«Le Forze Armate veronesi, così come l’intera popolazione, si sono sempre dimostrate sensibili alla donazione», osserva Rizzi. Intanto il Centro esce sempre più spesso dall’ospedale: dopo i progetti già attivi nelle scuole superiori, ora punta anche alle aziende.
«È la prima volta che il Trasfusionale entra e fa opera di sensibilizzazione in questa realtà», sottolinea Rizzi a proposito delle aziende. Sull’Esercito invece guarda ai numeri: «Conta tantissime nuove persone pronte a intraprendere questo percorso».
L’Aoui vuole aumentare il numero di chi dona sangue ed emocomponenti con regolarità, per rispondere al fabbisogno degli ospedali e della popolazione.
Avis cerca il ricambio generazionale
Anche Avis punta a coinvolgere nuovi donatori. Elia Biasi guarda soprattutto ai più giovani, perché senza ricambio la base di chi dona rischia di assottigliarsi.
«Avis è un’associazione che sul territorio conta tantissimo, però come tutte le associazioni di donatori di sangue ha bisogno di ricambio generazionale», spiega il presidente dell’Avis Comunale di Verona. «Siamo orgogliosi di vedere che tante persone e tanti giovani si mettono a disposizione di coloro che hanno bisogno di sacche di sangue e di plasma».
Biasi ricorda poi i principi su cui si regge la donazione: anonima, volontaria, gratuita, consapevole e periodica. Ed è proprio sulla continuità e sull’ingresso di nuovi donatori che Avis concentra il proprio lavoro.
Poi l’invito ai reparti che non hanno ancora aderito: «Lanciamo l’appello all’Esercito e agli altri Corpi delle Forze Armate: noi siamo a disposizione per fare formazione e sensibilizzazione».

